Inutile girarci attorno, è stato il ritorno a casa di Lorenzo Insigne l'unico vero colpo di mercato del Pescara. Non solo sotto l'aspetto emotivo, visto che 12 anni fa fu tra i protagonisti assoluti della fenomenale squadra guidata da Zeman che, contro ogni previsione, dominò il campionato di B con un bottino record di 90 gol all'attivo, un quinto esatto dei quali griffati Insigne. La realtà è che tecnico, società e soprattutto tifoseria si aspettano molto, forse troppo, dal figliol prodigo ed hanno visto come un segno del destino il suo sì. Cercato da Lazio e Napoli, che poi hanno mollato la presa, ha accettato di scendere in B (da ultimissimo) come segno di affetto e riconoscenza verso la piazza, dopo le telefonate di Sebastiani e dell'ex compagno di casacca Verratti. Il suo ingaggio fino a giugno, 300 milioni lordi, è il più alto della rosa, ma decisamente inferiore rispetto a quanto percepiva in Canada e che avrebbe potuto strappare a qualunque altra squadra italiana. "Sarei venuto solo a Pescara e voglio dare una mano per salvarci", è stato il suo mantra alla presentazione ufficiale. Se lo augurano tutti, ma qui torniamo al vecchio concetto che aveva espresso lo stesso mister Gorgone e che invece il duo Sebastiani- Foggia nega ad alta voce, stizzito. Ad una squadra in queste condizioni, ultima e staccata, con una rosa tecnicamente inferiore a tutti e indebolita anche dalla cessione di Dagasso e Squizzato a centrocampo, servivano "giocatori pronti", perchè tempo per recuperare condizione proprio non ce n'è. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa promessa? Lasciamo perdere e non diamo peso neppure all'invito del direttore sportivo di andare a vedere gli allenamenti, per constatare che stanno tutti benone. La realtà è diversa, intanto Insigne pronto non lo è, per sua stessa ammissione ed a Cesena non è stato neppure convocato. Come gran parte dei nuovi acquisti è fermo da tempo, non ha quindi nè ritmo partita nè ha potuto svolgere una adeguata preparazione e passati i 30 anni, tra l'altro provenendo da un campionato tutt'altro che performante, queste cose incidono. Quando potrà scendere di nuovo in campo e dare finalmente una mano, come ha promesso, ma soprattutto quando (e se) si rivedrà il vero Insigne? L'esperienza invita alla prudenza, anche per evitare problemi fisici da affrettato recupero, come del resto già successo con Faraoni, per cui crediamo che solo a marzo inoltrato il funambolo napoletano potrà ipoteticamente tornare a fare la differenza, perchè se sta bene nessuno può negare che Insigne sia di un altro pianeta in questa B. Però a quel punto il campionato sarà agli sgoccioli: può permetterselo il Pescara? No, assolutamente. Intanto oggi sicuramente dovrà fare leva sui soliti noti e sperare di non staccarsi ulteriormente in maglia nera. Altrimenti l'operazione Insigne, come quella Brugman e Bettella, resterà semplicemente una suggestiva vetrina nostalgica. Fine a se stessa.
Autore: Andrea Genito
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