Ogni grande storia ha un condottiero. E quello del Pescara che incantò l’Italia e l’Europa portava un nome preciso: Zdeněk Zeman. Il boemo di Praga non fu solo l’allenatore di quel Delfino spettacolare, ma il vero artefice di un calcio che ha segnato un’epoca e lanciato una generazione di talenti.

Tra questi, Lorenzo Insigne, che ancora oggi riconosce in Zeman la figura chiave della propria carriera.

La scelta di Pescara nata da Zeman

La prima volta di Insigne in biancazzurro non fu casuale. Dietro quella decisione c’era la fiducia cieca in un allenatore che già lo aveva plasmato a Foggia. All’epoca, il futuro dell’esterno offensivo sembrava già scritto altrove: l’accordo con il Crotone era praticamente definito.

Poi, però, accadde qualcosa. Nacque l’ipotesi di ricongiungersi con Zeman. E a quel punto, Insigne non ebbe esitazioni. Il richiamo del “Demiurgo di Praga” fu più forte di qualsiasi altra prospettiva.

Il contatto recente e un’emozione che resta intatta

Il rapporto tra i due non si è mai spezzato, nemmeno col passare degli anni. Insigne ha raccontato di aver risentito Zeman pochi giorni fa, dopo tanto tempo. Un dialogo breve, ma carico di significato.

“So che non sta benissimo e fa fatica anche a parlare”, ha spiegato l’attaccante, lasciando trasparire tutta la sua preoccupazione e il suo affetto. “Mi dispiace tanto, perché è grazie a lui se sono diventato quello che sono oggi”.

Parole che raccontano un legame che va oltre il calcio.

“Fammi divertire”: una frase che vale una carriera

Nonostante le difficoltà, Zeman ha voluto far sentire la sua voce. Poche parole, ma inconfondibili: “Fammi divertire”, pronunciate con quella cadenza che tutti i tifosi ricordano. Una frase semplice, che racchiude una filosofia di gioco e di vita.

“È contento del mio ritorno”, ha aggiunto Insigne. E in quel sorriso a distanza c’è tutta l’eredità di un rapporto umano prima ancora che professionale.

Un secondo padre, una guida per sempre

Insigne non ha mai avuto dubbi nel definire Zeman una figura paterna. “Per me è un secondo papà”, ha detto senza esitazioni. Un uomo che ha creduto in lui quando ancora giocava in Serie C, che lo ha spinto a osare, a divertirsi, a non avere paura del talento.

Oggi, tornato a Pescara, Insigne sente di avere una missione in più: onorare quell’insegnamento.

Far divertire Zeman, e tutta Pescara

“Spero di riabbracciarlo presto”, ha confidato l’attaccante. E poi la promessa che chiude il cerchio: “Spero di far divertire lui e tutti i tifosi”.

Perché il ritorno di Insigne non è solo un’operazione di mercato. È un atto di riconoscenza verso chi gli ha insegnato a giocare a calcio con coraggio, libertà e bellezza. Ed è anche un modo per tenere vivo lo spirito di Zeman, ancora una volta, sul prato dell’Adriatico.

Sezione: News / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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