Il tema arbitrale è tornato prepotentemente al centro del dibattito in casa Pescara, e questa volta le proteste non possono essere liquidate come semplici recriminazioni di pancia. Gli episodi che hanno penalizzato i biancazzurri nel corso della stagione sono stati numerosi e, in alcuni casi, difficili da spiegare con la sola casualità.

C’è un dato che più di altri colpisce e fa riflettere: il Pescara non ha ancora beneficiato di un calcio di rigore a favore in tutto il campionato. Una statistica anomala, soprattutto se rapportata al numero di partite disputate e alla frequenza con cui la squadra arriva negli ultimi sedici metri avversari. Un dettaglio che, da solo, non può giustificare una classifica deficitaria, ma che contribuisce ad alimentare un senso di frustrazione crescente.

A rendere il quadro ancora più indigesto è la sensazione di una mancata uniformità di giudizio. Azioni simili, valutate in modo diverso a distanza di poche settimane, lasciano perplessi. Gli episodi di Castellammare di Stabia e quelli dell’ultima gara sono diventati emblematici di una discrezionalità che fatica a trovare una linea coerente. Non tanto per il singolo errore, quanto per la differenza di interpretazione su situazioni praticamente identiche.

Detto questo, sarebbe un errore grave trasformare l’argomento arbitrale in un alibi. Il Pescara occupa l’ultimo posto in classifica per motivi ben più profondi e strutturali, che vanno oltre le decisioni dei direttori di gara. Fragilità difensive, mancanza di continuità e difficoltà nel gestire i momenti chiave delle partite hanno inciso molto più degli episodi sfavorevoli.

Il rischio, ora, è quello di spostare l’attenzione lontano dai problemi reali. Gli errori arbitrali possono incidere, talvolta anche in maniera pesante, ma non spiegano da soli una stagione così complicata. La vera sfida per il Pescara è riuscire a isolare questi fattori esterni, mantenendo lucidità e concentrazione sul campo.

Rivendicare rispetto è legittimo. Aggrapparsi alle decisioni arbitrali per giustificare tutto, invece, sarebbe controproducente. Il Delfino ha bisogno di risposte concrete, di prestazioni più solide e di una reazione che vada oltre ogni episodio dubbio. Solo così, numeri e arbitri alla mano, potrà provare a riscrivere un finale di stagione che al momento resta in salita.

Sezione: News / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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