Il mercato invernale del Pescara si è chiuso con una serie di operazioni che hanno ridisegnato l’ossatura della squadra, tra scelte obbligate, scommesse ragionate e innesti funzionali alla corsa salvezza. L’uscita più pesante, anche dal punto di vista simbolico, è stata quella di Riccardo Brosco, capitano e bandiera biancazzurra, il cui posto in difesa verrà preso da Giorgio Altare.

Altare arriva dal Venezia via Sampdoria con la formula del prestito. Il difensore, però, rappresenta una scommessa a medio termine: è reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore e non gioca una partita ufficiale dallo scorso maggio. Dal punto di vista fisico servirà pazienza, ma il profilo è stato valutato come affidabile per esperienza e caratteristiche, soprattutto in ottica di gestione del reparto nel medio periodo.

La giornata di mercato si era aperta con un’altra operazione significativa: la cessione di Riccardo Tonin al Südtirol, in prestito con diritto di riscatto. Un affare costruito e definito nella serata di lunedì, dopo che l’attaccante aveva rifiutato diverse destinazioni di Serie C, manifestando la volontà di restare in cadetteria. Una scelta chiara, rispettata dal club, che ha trovato una sistemazione coerente con le ambizioni del giocatore.

A seguire è arrivato il deposito del contratto di Gennaro Acampora, centrocampista classe 1994 svincolatosi dal Benevento. Acampora è un profilo ben conosciuto dal direttore sportivo Pasquale Foggia, con cui ha condiviso l’esperienza sannita. Non gioca una gara ufficiale da maggio e avrà bisogno di tempo per ritrovare condizione e ritmo, ma porta in dote esperienza, personalità e solidità, elementi che al Delfino sono mancati nella prima parte di stagione.

Il restyling della mediana si è completato con l’arrivo in prestito dal Venezia di Mouhamed Lamine Fanne Dabo, classe 2004. Il giovane centrocampista, prelevato dai lagunari dal Luton Town, vanta già un bagaglio interessante: 40 presenze, 2 gol e 3 assist tra le varie competizioni. L’operazione è nata come sviluppo parallelo all’affare Dagasso, una volta incassati i rifiuti di Fila e Condé alla destinazione pescarese e l’impossibilità di inserire Lella nella trattativa.

Il Pescara esce dal mercato con un volto diverso, meno legato al passato e più orientato alla necessità immediata di equilibrio e sostanza. Ora, come spesso accade, il giudizio definitivo spetterà al campo, chiamato a dire se questa rivoluzione controllata sarà sufficiente per invertire la rotta di una stagione fin qui complicata.

Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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