La sconfitta maturata nell’anticipo disputato all’Orogel Stadium - Dino Manuzzi contro il Cesena rappresenta molto più di un semplice passo falso per il Pescara. È la fotografia di una stagione che continua a scivolare via tra fragilità evidenti e problemi mai realmente risolti.

Un’altra notte amara per il Pescara

Con quella di Cesena, il Pescara ha incassato la dodicesima sconfitta in 23 partite, un dato che da solo basterebbe a spiegare il momento complicato vissuto dai biancazzurri. Ma è andando più a fondo che il quadro diventa davvero preoccupante: la squadra appare vulnerabile, spesso incapace di reggere l’urto degli avversari per novanta minuti.

I numeri che certificano la crisi

I gol subiti raccontano una storia ancora più dura. Sono 46 le reti incassate, alla media esatta di due a partita. Un ritmo insostenibile per qualsiasi ambizione di classifica e sintomo di un equilibrio che non è mai stato trovato. Numeri che non possono essere archiviati come frutto della casualità, ma che indicano una difficoltà strutturale.

Una difesa che concede troppo

Contro il Cesena, come in molte altre occasioni, il Pescara ha dato l’impressione di poter capitolare da un momento all’altro. Linee troppo distanti, letture difensive in ritardo e una sensazione costante di precarietà hanno accompagnato la gara. Il paradosso è che il passivo finale avrebbe potuto essere molto più pesante, non solo in Romagna ma anche in altre trasferte stagionali.

Desplanches, l’ultimo baluardo biancazzurro

Se il Pescara non ha subito goleade ripetute, il merito è in larga parte di Sebastiano Desplanches. Anche a Cesena, il portiere si è confermato tra i migliori in campo, autore di interventi decisivi che hanno limitato i danni. Le sue parate, ormai una costante, rischiano però di diventare un alibi collettivo: non si può chiedere a un estremo difensore di mascherare all’infinito le lacune di un’intera fase difensiva.

Un problema strutturale, non episodico

Il dato forse più allarmante è proprio questo: le difficoltà del Pescara non sembrano episodiche, ma radicate. La squadra concede troppo, troppo facilmente, e spesso dà l’impressione di vivere ogni attacco avversario come un potenziale pericolo mortale. Senza un’inversione di tendenza sul piano dell’organizzazione e dell’atteggiamento, il rischio è quello di continuare a collezionare sconfitte, con Desplanches costretto a vestire i panni dell’eroe solitario.

La stagione è ancora lunga, ma il tempo per correggere la rotta sta diminuendo. E se il Pescara vuole davvero uscire da questo tunnel, servirà molto più di qualche parata decisiva: servirà una presa di coscienza profonda, a partire dalla fase difensiva.

Sezione: News / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 11:56
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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