Count down. Qualche tifoso burlone potrebbe tradurre "conto in rosso", facendo magari infuriare il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, come già riuscì a noi circa un mese fa, pubblicando le falle nell'asfittico bilancio societario. In realtà ci riferiamo al conto alla rovescia legato ai pochi giorni che restano alla fine di marzo e non per sottolineare l'arrivo della Primavera. In ballo ci sono scadenze cruciali per poter affrontare con maggiore serenità non solo il finale di stagione e i play-off, possibilmente da terzi per poter avere maggiori chance di proseguire, ma anche i controlli futuri della Covisoc, l'organismo di vigilanza finanziaria dei club professionistici. Parliamoci chiaro, si farà di tutto l'estate prossima per non ripetere le brutte figure rimediate tollerando bubboni come quelli del Taranto e della Turris, scoppiati puntualmente falsando la classifica a fine campionato, ma anche i casi del Messina e della Lucchese. Molti invocano la riduzione della C a 40 squadre (noi tra quelli) per dare credibilità al torneo, ma sicuramente nell'immediato ci sarà maggiore rigore nell'accettare le iscrizioni di società traballanti e con debiti cronici. Non si chiuderà più tutti e due gli occhi, quindi, in ragione del bacino d'utenza e della tradizione sportiva: meglio tra i dilettanti, con spese sostenibili, che penalizzati più volte in corsa, con tanto di inutili ricorsi giudiziari che, pure quelli, falsano i campionati. Con questa inappellabile certezza e premessa, il Pescara non può dormire sonni tranquillissimi. Vero, sotto la gestione Sebastiani ha sempre pagato regolarmente gli stipendi ai giocatori e non è mai stato sanzionato, però bilanci pubblici alla mano ha un fardello debitorio non indifferente da sistemare e, come dicevamo all'inizio, un intervento importante va fatto a brevissima scadenza. Alcuni soci, tra cui il vice presidente argentino Gabriele Bankowski, hanno drasticamente ridotto le quote e urge l'ingresso di nuova linfa per sostituirli e, anzi, aggiungere fiches per il fondamentale aumento di capitale che doveva essere concretizzato già a fine 2024. Perchè è urgente farlo entro marzo? Perchè non si può dilazionare oltre il rimborso dei famigerati bond sottoscritti con fiducia da tifosi e appassionati e lo stesso Sebastiani ha "garantito" che verranno liquidati entro questo termine e così deve essere perchè, dopo aver mancato l'impegno già nel 2023 (scadenza naturale) e poi a novembre scorso, un eventuale ulteriore default sarebbe un pessimo indizio e una crepa pressochè insostenibile, appunto, per i futuri rigorosi controlli Covisoc. Urge quindi reperire circa tre milioni entro fine mese, poi si potrà affrontare le prossime scadenze contabili. Chi è disposto ad entrare e, soprattutto, allargare i cordoni della borsa in una situazione simile? Il presidente ha accusato noi e altri giornalisti più quotati che hanno sollevato la questione di terrorizzare coi nostri articoli i possibili acquirenti. Sarà, di certo non lo scriviamo per hobby o per farli scappare (sempre ci siano, da qualche parte), ma per onor di verità e, se ci sono manifestazioni di interesse nessuno è così sprovveduto da non guardare conto economico e stato patrimoniale. Si parla dell'ex patron del Teramo, Luciano Campitelli, che però già nel recente passato ha declinato l'impegno in extremis o di sponsor vicini a Sebastiani, di sicuro non lo farà Victor Mesa, che già detiene il 10% del pacchetto azionario e non vuole andare oltre. Con le voci non si risolve nulla, salvo tranquillizzare qualche tifoso preoccupato: urgono certezze, ma comunque in una decina di giorni tutto dovrà essere sistemato. Questa situazione non ha ovviamente permesso di creare ancora il giusto clima per un club che, nonostante un campionato a due velocità, si può ancora dire in corsa per la serie B. Si è evidenziato col nervosismo non più controllabile di mister Baldini, che ha bisticciato verbalmente con un giornalista locale dopo una domanda legata a Sebastiani, ma lo si evince anche dal crollo di autostima e di serenità (vedi gli inspiegabili raptus con conseguenti espulsioni delle ultime giornate) di gran parte della squadra. Gli ultimi risultati hanno riacceso la fiammella, che va alimentata appunto non facendo saltare il banco. Dopo la società per sopravvivere potrà fare conto sulle importanti plusvalenze dei giovani Dagasso e Arena, esplosi quest'anno. Non farà piacere ai tifosi, che vorrebbero vederli maturare ancora in biancazzurro e poter partire da loro per programmare un futuro più ambizioso, ma questo è un altro discorso e, per dirla con le parole di un altro autorevole giornalista locale, Pierpaolo Marchetti, fa parte del libro dei sogni. Altrimenti i conti...non tornano proprio.
Autore: Andrea Genito
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