Player Profile: Antonio Di Nardo
Antonio Di Nardo è un attaccante classe 1998 dal fisico imponente (circa 1,86 m) e dalle grandi doti atletiche. Cresciuto nel settore giovanile di Latina e Sampdoria, ha consacrato il suo ruolo di centravanti nelle serie inferiori italiane. La sua caratteristica principale è l’energia: Corre instancabilmente per novanta minuti, pressando sempre la difesa avversaria e rendendosi utile nei contrasti e nel lavoro sporco. Questo lo rende un bomber “famelico”, sempre alla ricerca del gol o di una chance sotto porta.
Dal punto di vista tecnico, Di Nardo possiede buona accelerazione e rapidità nei movimenti: è abile a inserirsi alle spalle dei difensori e può ricoprire sia il ruolo di punta centrale sia quello di seconda punta. Tuttavia, risulta meno efficace nell’uno contro uno spalle alla porta e nel colpo di testa, aspetti su cui il giocatore stesso ha lavorato e continuerà a lavorare durante la sua crescita. Il suo piede preferito è il destro, con cui calcia rasoterra e piazzato.
Punti di forza: determinazione e resistenza fisica sono i tratti salienti di Di Nardo. La sua forza sta nella capacità di correre in verticale, offrire sponde ai centrocampisti e liberare spazi in area con tagli improvvisi. È un attaccante altruista e generoso, sempre pronto a sacrificarsi per la squadra. Questo gli permette di adattarsi bene anche a squadre che fanno molto possesso palla o pressing alto.
Ruolo ideale: In un 4-3-1-2 o in un 4-4-2, Di Nardo può agire sia come terminale offensivo (punta unica) sia come partner d’attacco. La sua mobilità lo rende perfetto come seconda punta o come ala sinistra offensiva in un tridente leggero. Con un collega di reparto fisico accanto (ad esempio Tsadjout), Di Nardo può sfruttare i suoi inserimenti e tirare vantaggio dai cross o dalle sponde. La società lo ha acquistato proprio per mettere a disposizione della squadra un attaccante da affiancare ad altri profili, dimostrando così di credere nella sua versatilità tattica.
Rendimento recente: Nella stagione 2024/2025 di Serie C, Di Nardo ha segnato 11 gol con la maglia del Campobasso, risultando uno dei bomber più prolifici del girone. Nel biennio precedente in Serie D aveva realizzato 12 reti con il Sona e 11 con la Vastese, dimostrando continuità realizzativa. Anche se è al suo primo anno in B, l’attaccante campano ha già dimostrato di sapersi ritagliare spazi e di non temere il salto di categoria. La sua abitudine alle partite ravvicinate e il suo carattere da gladiatore lo aiutano ad adattarsi rapidamente a nuovi contesti.
Player Profile: Frank Tsadjout
Frank Tsadjout, 26 anni, è un centravanti classe 1999 di origini italiane-camerunensi, alto 1,90 m e dotato di un fisico estremamente robusto. Cresciuto nelle giovanili del Milan, ha accumulato esperienze in Serie B (Cittadella, Pordenone, Ascoli) e Serie A (Cremonese), dimostrando grande fisicità e buona tecnica. Il suo piede naturale è il sinistro, anche se può calciare discretamente anche di destro. Tsadjout non è un attaccante rapidissimo, ma compensa con un buon gioco di sponda e una notevole forza nel proteggere palla con il corpo. Questo lo rende ideale come perno d’attacco, capace di tenere alta la squadra e far salire i compagni.
Punti di forza: il principale punto di forza di Tsadjout è il suo fisico possente. Molto abile nel gioco aereo, sa staccare di testa sui cross e sugli angoli, dove è spesso utilizzato per colpire in area. Tecnico più di quanto non appaia a prima vista, possiede un buon controllo di palla e calcia con precisione da media distanza. È noto per il suo impegno nel pressing alto: non risparmia corsa nel rincorrere i difensori avversari e nel raddoppiare in fase difensiva, dando equilibrio alla squadra anche fuori dalla propria metà campo. Il suo sacrificio tattico è una risorsa: con Tsadjout in campo la squadra può schierare un difensore in meno sulle palle alte, sicura di avere lui a presidiare l’area.
Ruolo ideale: Tsadjout è un attaccante di centroarea, ideale come punta centrale in ogni formazione. Può agire come centravanti puro (perno di un 4-3-1-2 o 4-4-2), ma ha i piedi buoni anche per essere impiegato come seconda punta o attaccante largo a destra se serve. Viste le sue caratteristiche di potenza e tecnica, il tecnico può sfruttarlo come ibrido tra un attaccante e un terzo centrocampista in fase offensiva (modalità “falso nueve”). In ogni caso, Tsadjout rende al massimo quando può giocare vicino all’area: la sua intelligenza tattica gli permette di attivarsi tra le linee, combinando con la squadra o facendosi dare profondità negli spazi.
Rendimento recente: In carriera Tsadjout conta circa 97 presenze in Serie B, con 9 gol e 9 assist, numeri non da grande goleador ma che testimoniano il suo contributo concreto. Nella stagione 2024/2025 in prestito al Frosinone ha giocato 15 partite, subentrando spesso a gara in corso (senza però segnare), in un campionato comunque concluso con la promozione della squadra. In precedenza con il Cremonese in Serie A (2022/23) aveva raggiunto i 3 gol totali, compresa una rete in casa del Torino. Questi dati indicano come Tsadjout possa essere una riserva preziosa: magari non titolare fisso finché non migliora il suo fiuto del gol, ma sicuramente un attaccante affidabile per lavorare sodo e coprire il reparto offensivo quando serve. Il suo stato di forma è buono, e sta trovando in Vivarini un allenatore che conosce il suo valore già dai tempi di Frosinone.
Tactical Analysis: Di Nardo & Tsadjout
L’allenatore Vincenzo Vivarini predilige un 4-3-1-2 o un 4-4-2, moduli che possono valorizzare la presenza di due punte. In questo contesto, Di Nardo e Tsadjout rappresentano due profili complementari. Tsadjout può fungere da “prima punta” statica e fisica, mentre Di Nardo può agire da seconda punta dinamica o come partner vicino. Ad esempio, in un modulo con tre dietro (due mediani e un trequartista) e due punte, Tsadjout potrebbe stazionare più vicino all’area piccola avversaria, sfruttando i cross dei terzini, mentre Di Nardo si muoverebbe tra le linee (o lungo le fasce) per intercettare i rimpalli o gli scambi con i centrocampisti offensivi.
In fase di possesso, il gioco a una o due punte dipende anche dai centrocampisti di supporto. Se il Pescara utilizza un centrocampista tuttofare (come il regista o il trequartista), potrebbe servire lunghe palle a Tsadjout, bravo a proteggere il pallone, o lanciare in profondità Di Nardo, rapido negli inserimenti. Un’opzione tattica è il cosiddetto schema “sponda e taglia”: Tsadjout fa da torre proteggendo la palla, Di Nardo attacca la profondità alle spalle della difesa. In altri momenti, Di Nardo potrebbe andare a dialogare con gli esterni (aprendo così lo spazio centrale per Tsadjout).
In fase difensiva entrambi si prestano al pressing: Di Nardo, instancabile, rincorre i centrali avversari, mentre Tsadjout fa reparto chiudendo le linee di passaggio. Questa pressione coordinata può essere utile contro difese lente o in disordine. Viceversa, quando si è in svantaggio di un solo attaccante, Vivarini ha la riserva di uno dei due come alternativa (ad esempio schierando un altro centravanti dinamico al posto di Tsadjout o Di Nardo).
In sintesi, la coesistenza di Di Nardo e Tsadjout dà al Pescara più opzioni tattiche: da una parte la potenza e la fisicità di Tsadjout per le sfide aeree e lo sforzo collettivo, dall’altra la velocità e l’istinto di Di Nardo per finalizzare e creare superiorità numerica con i movimenti. Se il tecnico deciderà di impiegarli insieme, probabilmente opterà per una coppia di punte (4-3-1-2) con un trequartista alle spalle, oppure un 4-4-2 con esterni offensivi che assistono i due centravanti. In ogni caso, il pubblico biancazzurro può aspettarsi un attacco più vario ed efficace, capace di alternare conclusioni di forza a giocate imprevedibili grazie alla combinazione di questi due profili.
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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