Non ci accodiamo ai pochi irriducibili che sperano in un colpo di coda che risvegli un Pescara in coma profondo e non diamo più retta da tempo alle ipotesi bizzarre del presidente Daniele Sebastiani. No, questo Avellino-Pescara non cambierà comunque le sorti già scritte del campionato per la squadra di mister Gorgone: troppi ultimi treni sono stati persi ed è decisamente fantascienza che una squadra capace di vincere solo due volte possa rimontare 10 punti in 14 giornate, prendendo due gol a partita. Finge di crederci, ci mancherebbe, solo il tecnico toscano e non si rassegna il presidentissimo, che fino a poche settimane fa proclamava di non temere nessuno, di aver allestito una rosa competitiva e che la salvezza era a portata di mano. Peccato che le dirette concorrenti si sono tutte (veramente) rinforzate e sono tornate a fare punti, mentre al Pescara non è rimasto che qualche rimpianto da sala Var. Il dado è tratto, lo avevamo già scritto e su questo oramai sono d'accordo un pò tutti gli addetti ai lavori. Anzi, si può tranquillamente affermare che oramai Sebastiani sia un uomo solo, senza più attorno una corte mediatica plaudente e condiscendente. Le magagne di mercato erano state evidenziate da molti già in estate, oltre al pittoresco ritiro balneare, per poi rincarare la dose a gennaio. "Il campo dirà se avevo ragione", replicò stizzito alle critiche. Ebbene il campo, già a febbraio, ha emesso una sentenza: il Pescara fatica a pareggiare, rincorrendo, più spesso le prende da tutti, anche da squadre in difficoltà (Modena, Cesena) e probabilmente non andrà diversamente contro un Avellino che è in un periodo nero, tanto che mister Biancolino è sulla graticola, ma tecnicamente è nettamente superiore ai biancazzurri. Ci sarà la curiosità di vedere di fronte i due fratelli Insigne, certo, o gli ex in cerca di riscatto (Cancellotti, Milani, Sgarbi, Palmiero), ma comunque questa gara può cambiare le sorti della stagione solo per gli irpini, che vogliono riallontanare la zona calda dopo aver iniziato discretamente la B. Magari si vedrà un Pescara più equilibrato, cambiando l'assetto tattico e puntando su un 4-3-2-1 che si spera possa far venire meno brividi al povero Desplanches. Eccolo, un altro dei paradossi della fallimentare stagione che Sebastiani giurava di consolidamento: uno dei migliori portieri del campionato (non di proprietà, ovviamente), capace di parare due rigori e disinnescare almeno una ventina di pale gol clamorose, è comunque il più trafitto di tutti i campionati professionistici, non solo in Italia! Quindi no, non ha senso ragionare su tabelle, giocatori pronti al rientro, recuperabili, Tsadjout tenuto per le amichevoli estive...si deve vivere alla giornata, senza prendere più in giro i tifosi; onorando il campionato e non falsandolo. Ripetiamo, Daniele Sebastiani oramai è un uomo solo, la curva che ha sostenuto la squadra anche nelle peggiori figuracce, non infierisce sui giocatori, rendendosi conto che fanno quello che possono, cioè poco. Hanno perso la pazienza e iniziato invece a sfogarsi con chi li ha traditi, promettendo di non voler più ripetere gli errori (da lui mai riconosciuti) dal passato, di voler fare di tutto per tenersi stretta una B che è la dimensione giusta per la piazza, ma che è arrivata per una congiunzione astrale favorevole. Dopo la debacle col Catanzaro sono partiti cori unanimi, facendo imbestialire il presidentissimo: "quando le cose vanno bene è merito dell'allenatore, quando vanno male di Sebastiani". Lui ovviamente vorrebbe fosse il contrario, infatti già sta scaricando su Vivarini l'intera responsabilità di aver allestito una rosa non idonea, quando lui e Foggia l'avevano benedetta e millantata come la migliore possibile per il Pescara. Il patron è proprio solo, lo si capisce anche dai suoi siparietti con la stampa locale ed ex locale (Cilli e Barone). Un tempo blandita e fronteggiata con le sue presunte certezze, oggi insultata e disprezzata pubblicamente. Segnali di nervosismo e, appunto, di solitudine e la gita ad Avellino non potrà cambiare questa inerzia.
Autore: Andrea Genito
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