Le dichiarazioni ufficiali parlano di fiducia e continuità, ma la realtà racconta una situazione ben più complessa. La panchina di Giorgio Gorgone non è più così solida, e le prossime scelte dell’allenatore del Pescara saranno inevitabilmente sotto osservazione. Il tecnico è pronto a cambiare qualcosa rispetto alla gara disputata venerdì all’Orogel Stadium – Dino Manuzzi, e non soltanto per necessità.

Una panchina meno solida di quanto si dica

Il momento è delicato e i risultati recenti hanno incrinato le certezze. Al netto delle parole di circostanza, il margine d’errore si è assottigliato e ogni decisione pesa doppio. Gorgone ne è consapevole e sa che il prossimo ciclo di partite rappresenta un banco di prova decisivo, più nei contenuti che nei proclami.

La squalifica di Bettella e una difesa in affanno

Il primo problema da affrontare è l’assenza di Davide Bettella, squalificato e dunque indisponibile per il prossimo impegno. Una defezione pesante, soprattutto considerando lo stato della retroguardia biancazzurra, che continua a concedere troppo: due reti subite di media a partita sono un dato che non lascia spazio a interpretazioni.

La difesa del Pescara appare fragile, spesso disordinata, e priva di punti di riferimento stabili. L’assenza di Bettella costringerà Gorgone a rivedere assetti e gerarchie, con il rischio di aumentare ulteriormente l’instabilità se le scelte non saranno calibrate con attenzione.

Cesena come spartiacque tecnico e mentale

La gara di Cesena ha lasciato scorie evidenti, non solo sul piano del punteggio. È stata una partita che ha messo in luce limiti strutturali e cali di concentrazione, riaccendendo interrogativi sulla tenuta complessiva della squadra. Ripartire significa anche assorbire quel colpo, evitando che si trasformi in un peso mentale ingestibile.

Tre partite in nove giorni: gestione obbligata

Il calendario, intanto, non concede pause. Tre partite in nove giorni impongono una gestione attenta delle energie, sia fisiche che mentali. Gorgone dovrà dosare le forze della truppa, ragionando in prospettiva e non solo sull’immediato, senza però permettersi rotazioni che abbassino drasticamente il livello competitivo.

Cambiare senza indebolirsi: la sfida di Gorgone

È qui che si gioca la vera partita dell’allenatore. Apportare modifiche sì, ma con criterio. Ruotare gli uomini, senza snaturare la squadra. Proteggere chi è in difficoltà, senza lanciare segnali di resa. Il Pescara ha bisogno di equilibrio, non di rivoluzioni dettate dall’emergenza.

Le prossime scelte diranno molto non solo sul presente, ma anche sul futuro immediato di Gorgone. Perché ora non basta più resistere: serve dimostrare di avere ancora il controllo della situazione, dentro e fuori dal campo.

Sezione: News / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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