Il cerchio si chiude, quasi per destino. Da Catanzaro al… Catanzaro Calcio. A distanza di due mesi e mezzo dal giorno del suo esordio sulla panchina del Pescara Calcio – era il 21 novembre – Giorgio Gorgone ritrova le Aquile calabresi in un momento che pesa come un macigno sul presente e sul futuro.

Per uno scherzo del calendario asimmetrico, la dodicesima partita della sua gestione coincide con una delle più delicate. Non una gara come le altre, ma un vero spartiacque: per la classifica, per la corsa salvezza e per una panchina che, al netto delle rassicurazioni pubbliche di rito della società, continua a scricchiolare.

Una fiducia che va oltre le parole

Ufficialmente, la linea del club è chiara: fiducia al tecnico. Ma il campo, si sa, è sempre l’unico giudice reale. E Gorgone lo sa bene. Il giovane allenatore crede ancora fortemente nella salvezza, ma è consapevole che il tempo delle attenuanti si sta esaurendo. Servono punti, servono segnali, serve una risposta concreta.

Il Delfino arriva a questo appuntamento con il bisogno urgente di dare continuità e di dimostrare che la rincorsa è ancora possibile. La distanza dalla zona playout non è abissale, ma ogni turno che passa senza risultati restringe il margine di manovra.

Un infrasettimanale pieno di insidie

L’infrasettimanale contro il Catanzaro non è semplice, ma nemmeno proibitivo. I calabresi hanno qualità, identità e maggiore serenità di classifica, ma il Pescara ha l’obbligo di giocarsela fino in fondo, soprattutto davanti al proprio pubblico.

Sarà una partita di nervi, oltre che di tattica. Un match in cui conteranno la tenuta mentale, la capacità di soffrire e la lucidità nei momenti chiave. Esattamente ciò che finora è mancato a fasi alterne ai biancazzurri.

Il futuro passa da qui

Per Gorgone, questa sfida vale doppio. Non solo per i tre punti, ma per il messaggio che può mandare allo spogliatoio e all’ambiente. Vincere significherebbe riaprire scenari, rafforzare la fiducia e dimostrare che il progetto può ancora stare in piedi. Un altro passo falso, invece, renderebbe inevitabili riflessioni più profonde.

Da Catanzaro a Catanzaro: in mezzo, due mesi e mezzo di lavoro, difficoltà, scelte obbligate e una salvezza ancora tutta da conquistare. Ora non c’è più spazio per i calcoli. È il momento della verità.

Sezione: News / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 16:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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