Avellino-Pescara non è soltanto una sfida delicata per la classifica: è un incrocio che racconta, numeri alla mano, tutte le fragilità di due squadre che hanno costruito la propria stagione su equilibri instabili. Al Partenio si affrontano infatti le due difese più perforate della categoria, un dato che da solo basterebbe a preannunciare una gara potenzialmente spettacolare.

Due difese tra le più battute del campionato

Il dato complessivo è impietoso: 88 reti incassate in due. Il Pescara ne ha subite 48, con una media di due gol a partita, mentre l’Avellino si è fermato a quota 40. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi analisi tecnica le difficoltà vissute durante la stagione.

Quasi in ogni uscita entrambe le squadre hanno dovuto raccogliere il pallone in fondo al sacco. Errori individuali, disattenzioni collettive e una fase difensiva spesso poco coordinata hanno inciso in maniera determinante sul rendimento complessivo.

Desplanches e i pochi clean sheet nonostante le parate decisive

Nel caso del Pescara, il dato più sorprendente riguarda il numero di clean sheet: appena uno per Sebastiano Desplanches, nonostante le prestazioni spesso sopra la media del giovane portiere. Le sue parate, talvolta decisive e spettacolari, non sono bastate a compensare le lacune strutturali della retroguardia.

Dall’altra parte, l’Avellino ha mantenuto la porta inviolata soltanto tre volte. Un bottino leggermente migliore, ma comunque insufficiente per garantire continuità. La sensazione è che entrambe le squadre fatichino a proteggere il risultato una volta trovato il vantaggio.

Attacchi da quasi 30 gol, ma il momento è complicato

Se le difese soffrono, gli attacchi raccontano una storia più sfumata. Il Pescara ha realizzato 27 reti, l’Avellino 29: numeri tutto sommato positivi in rapporto alla classifica. Il problema, però, è la flessione recente.

Il Delfino ha segnato soltanto due volte nelle ultime cinque gare, entrambe contro il Mantova. Una sterilità offensiva che stride con la necessità di fare punti e che ha contribuito ad aggravare la posizione in graduatoria. Anche l’Avellino non vive un momento particolarmente brillante sotto porta, pur mantenendo un rendimento complessivo leggermente superiore.

Classifica a confronto: perché l’Avellino ha più margine

Nonostante le criticità difensive simili, i biancoverdi hanno raccolto 13 punti in più rispetto al Pescara, con cinque vittorie aggiuntive e tre sconfitte in meno. Un divario che testimonia maggiore concretezza nei momenti chiave della stagione.

La differenza sta probabilmente nella capacità di capitalizzare le occasioni e di gestire meglio alcune partite sporche, quelle in cui anche un episodio può cambiare l’inerzia.

Partita aperta: equilibrio fragile e dettagli decisivi

Alla luce di questi numeri, Avellino-Pescara si annuncia come una sfida dall’equilibrio fragile. Due difese vulnerabili e due attacchi chiamati a ritrovare incisività rappresentano una miscela potenzialmente esplosiva.

La gara del Partenio potrebbe trasformarsi in un confronto ad alto punteggio, ma molto dipenderà dall’approccio mentale e dalla gestione dei momenti chiave. In partite così, spesso non vince chi crea di più, ma chi sbaglia meno.

E considerando le statistiche stagionali, ridurre al minimo gli errori sarà la vera impresa.

Sezione: News / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
vedi letture
Print