C’era una volta un Pescara imprevedibile, capace di concedere tanto ma anche di colpire con frequenza. Un equilibrio precario, certo, ma sostenuto da una produzione offensiva che compensava – almeno in parte – le lacune difensive. Oggi quello scenario sembra lontano. La difesa continua a concedere troppo, con una media di due reti subite a partita, ma il dato più allarmante riguarda l’attacco: il gol è diventato un evento raro.

Difesa fragile come sempre, ma ora manca anche l’attacco

Il problema difensivo non è una novità. Le 48 reti incassate finora certificano una vulnerabilità strutturale che accompagna la stagione biancazzurra. Tuttavia, fino a qualche settimana fa, la squadra riusciva a rimanere in partita grazie a una discreta capacità realizzativa.

Oggi non è più così. Il Pescara non solo subisce con regolarità, ma fatica tremendamente a trovare la via del gol. Una doppia criticità che ha aggravato la situazione in classifica e minato la fiducia del gruppo.

Un solo squillo nelle ultime cinque gare

Il dato è emblematico: nelle ultime cinque partite i biancazzurri sono andati a segno in una sola occasione. Era il 31 gennaio, contro il Mantova, in una gara terminata 2-2. Da allora, il buio.

Nelle successive quattro uscite, la squadra è rimasta a secco, accumulando sconfitte pesanti e incassando complessivamente nove reti. Una spirale negativa che racconta non solo difficoltà tattiche, ma anche un evidente blocco mentale.

Le sconfitte contro Modena, Monza, Cesena e Catanzaro

Il filotto negativo si è consumato contro avversari di spessore:

Modena FC (0-2)

AC Monza (0-3)

Cesena FC (0-2)

US Catanzaro 1929 (0-2)

Quattro partite senza gol segnati, nove subiti e la sensazione costante di una squadra incapace di reagire agli episodi sfavorevoli. Se prima il Pescara riusciva almeno a rendere le gare spettacolari, ora le sconfitte sono diventate nette e prive di appigli.

Dati alla mano: perché il Pescara non segna più

La crisi offensiva può essere letta attraverso diversi fattori: minore qualità nelle rifiniture, difficoltà nel creare occasioni pulite e una ridotta incisività negli ultimi sedici metri. L’assenza di continuità nei trequartisti e le condizioni fisiche non ottimali di alcuni interpreti hanno contribuito a rendere l’attacco prevedibile.

Anche il dato dei tiri in porta è calato sensibilmente, segno di una manovra che fatica a trovare profondità e soluzioni centrali. Senza inserimenti e senza un riferimento offensivo in grado di fare reparto, la produzione offensiva si è progressivamente assottigliata.

Ritrovare fiducia per invertire la rotta

La priorità ora è sbloccare la squadra mentalmente. Tornare al gol significherebbe non solo muovere la classifica, ma recuperare fiducia. Perché una difesa che concede due reti a partita può essere sostenibile solo se l’attacco è in grado di compensare.

Il Pescara deve ritrovare quella leggerezza offensiva che, pur in mezzo alle difficoltà, aveva caratterizzato l’inizio di stagione. Senza un cambio di marcia sotto porta, ogni partita rischia di trasformarsi in un esercizio di resistenza destinato a finire male.

La storia recente racconta di una squadra in affanno. La prossima sfida dirà se il Pescara saprà riscoprire la propria identità offensiva o se la crisi del gol continuerà a pesare come un macigno sul cammino biancazzurro.

Sezione: News / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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