Il confronto è stato lungo, intenso, inevitabile. Alla fine, Giorgio Gorgone è rimasto al suo posto sulla panchina del Pescara. Dopo il summit con presidente e direttore sportivo, la società ha deciso di proseguire con l’attuale guida tecnica, almeno per il momento.

Il tecnico si è presentato davanti ai microfoni con parole che raccontano la fragilità del momento: “Sono appeso a un filo”, ha ammesso, scusandosi con una tifoseria sempre più disillusa, ormai vicina alla rassegnazione.

Una conferma che sa di tregua temporanea più che di fiducia piena.

Le Responsabilità Tecniche e il Peso della Classifica

Gorgone ha le sue responsabilità, così come le aveva prima Vincenzo Vivarini. Le scelte tattiche discutibili, l’assenza di un’identità chiara e la gestione dei momenti chiave hanno contribuito a una stagione finora disastrosa.

Tuttavia, fermarsi alla superficie sarebbe riduttivo. La crisi del Pescara non è solo tecnica: è strutturale.

La classifica parla chiaro, ma racconta solo una parte della storia.

Programmazione Carente: Il Peccato Originale

I problemi affondano le radici in una pianificazione non adeguata. L’impostazione estiva della stagione ha mostrato fin dall’inizio lacune evidenti: scelte di mercato poco coerenti, reparti squilibrati e mancanza di alternative in ruoli chiave.

Una squadra costruita con l’obiettivo dichiarato della permanenza in Serie B avrebbe dovuto garantire solidità, esperienza e profondità. Invece, il risultato è stato un organico fragile, incapace di reggere l’urto delle difficoltà.

La sensazione è che si sia sottovalutato il livello del campionato e la complessità della missione salvezza.

Mercato Invernale: Correttivi Insufficienti

Se l’estate ha posto le basi fragili, il mercato di gennaio non ha rimediato agli errori. I correttivi apportati sono apparsi tardivi o poco incisivi. In alcuni casi, hanno addirittura aumentato la confusione, generando nuove incognite anziché certezze.

Una doppia campagna acquisti che non ha centrato l’obiettivo principale: costruire una squadra pronta a lottare fino all’ultimo per restare in categoria.

Tifoseria Tra Rabbia e Rassegnazione

Il malcontento dei tifosi è palpabile. Allo Stadio Adriatico il clima è pesante, tra contestazioni e silenzi carichi di delusione. La piazza percepisce che la crisi non è frutto di un singolo errore, ma di un percorso sbagliato.

La conferma di Gorgone rappresenta una scelta di continuità, ma non può essere l’unica risposta. Perché la questione centrale resta quella della visione e della gestione complessiva.

Il Pescara si trova davanti a un bivio. Da un lato la speranza di una reazione tardiva ma possibile; dall’altro il rischio concreto di una retrocessione che sarebbe il risultato di scelte sbagliate accumulate nel tempo.

Salvare la stagione richiede più di un cambio in panchina. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva e una rifondazione progettuale.

Perché la vera partita, oggi, si gioca fuori dal campo.

Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
vedi letture
Print