Il Pescara Calcio non ha perso tempo. Dopo la pesante notizia dell’infortunio di Sebastiano Desplanches — costretto a fermarsi per almeno due mesi a causa di una seria lesione al quadricipite della coscia sinistra — la dirigenza ha deciso di intervenire con decisione per garantire stabilità al reparto arretrato.

La scelta è ricaduta su Magnus Brøndbo, portiere norvegese classe 2003, svincolatosi lo scorso 1° gennaio dal Bodø/Glimt. L’intesa è stata raggiunta nelle ultime ore e lunedì il giovane estremo difensore sarà in città per sottoscrivere un contratto fino a giugno, con opzione di rinnovo per ulteriori tre stagioni.

Una mossa che racconta due aspetti fondamentali: la volontà di guardare al presente senza perdere di vista il futuro e la necessità di rispettare con attenzione gli equilibri regolamentari della rosa.

L’assenza di Desplanches rappresenta un vuoto importante in un momento delicato della stagione. Serviva una soluzione immediata ma sostenibile, capace di garantire affidabilità senza compromettere le strategie a medio termine.

Perché il club ha scelto un under al posto di Sepe

Nei giorni scorsi il nome più caldo era quello di Luigi Sepe, profilo di esperienza con un curriculum di alto livello: 173 presenze in Serie A e 57 in Serie B, maturate con club prestigiosi come Napoli, Salernitana, Parma, Fiorentina, Pisa e Lanciano. Una garanzia tra i pali, abituato a contesti complessi e a pressioni importanti.

Tuttavia, la scelta finale è stata diversa e risponde a una logica ben precisa. Sepe sarebbe rientrato nella lista “over”, che per regolamento può contenere al massimo 18 giocatori. Attualmente il Pescara ne conta 17, con l’ultimo slot strategicamente lasciato libero per il rientro di Franck Tsadjout, atteso tra circa tre settimane.

Optare per un under, ovvero un calciatore nato dal 1° gennaio 2002 in poi, consente invece di non incidere sul limite numerico degli over, che possono essere tesserati in numero ristretto. Gli under, al contrario, non hanno vincoli quantitativi. Una decisione che dimostra pianificazione e visione d’insieme.

Brøndbo rappresenta una scommessa, ma anche un investimento tecnico. A 21 anni ha margini di crescita importanti e la possibilità di inserirsi gradualmente in un contesto competitivo come quello della Serie B. La formula contrattuale, con opzione pluriennale, lascia intendere che il club non lo consideri soltanto una soluzione tampone, ma una potenziale risorsa per il futuro.

In una fase della stagione in cui ogni dettaglio può fare la differenza, la dirigenza ha scelto equilibrio e prospettiva. Non solo una risposta all’emergenza, ma una mossa coerente con la struttura della rosa.

Ora la parola passerà al campo. Con Desplanches ai box e Brøndbo pronto a raccoglierne l’eredità, il Pescara ha deciso di puntare sul coraggio e sulla programmazione. E, tra i pali, potrebbe nascere una nuova storia.

Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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