Crederci fino in fondo, senza riserve. È questo l’imperativo che accompagna il Pescara nella fase più delicata della stagione. La vittoria di Avellino non ha soltanto riportato punti in classifica, ma ha segnato un cambio di rotta evidente sul piano tattico. La squadra guidata da Giorgio Gorgone ha mostrato un assetto differente, più lineare e funzionale alle caratteristiche dell’organico.

La scelta della difesa a quattro rappresenta la novità più significativa. Un sistema più equilibrato, che ha restituito ordine e compattezza, consentendo ai biancazzurri di mantenere maggiore solidità e di chiudere finalmente una gara senza subire reti.

Cagnano e la stabilità sulla corsia mancina

Uno degli elementi chiave della nuova impostazione è stato l’impiego di un terzino mancino di ruolo come Andrea Cagnano. Una presenza naturale sulla fascia sinistra che ha garantito copertura e spinta calibrata, evitando adattamenti forzati che in passato avevano creato squilibri.

La linea difensiva è apparsa più armonica, con distanze corrette tra i centrali e una gestione più attenta delle transizioni. L’assenza di reti al passivo non è stata casuale, ma il frutto di un lavoro di reparto più coordinato.

Equilibrio tra i reparti e costruzione più prudente

Oltre alla retroguardia, anche la disposizione offensiva ha mostrato segnali incoraggianti. L’utilizzo di due trequartisti a sostegno della prima punta ha offerto maggiore densità tra le linee, facilitando la fase di raccordo e rendendo la squadra meno prevedibile.

Pur non producendo una mole imponente di occasioni, il Pescara è riuscito a rendersi pericoloso con continuità, sfruttando al meglio quanto costruito. In fase di possesso, la scelta di mantenere un terzino bloccato a protezione dei centrali ha assicurato equilibrio, evitando di scoprirsi eccessivamente.

La squadra è sembrata più corta, più compatta, con reparti collegati e meno distanti tra loro. Un dettaglio che può fare la differenza quando si lotta con l’acqua alla gola.

Vis pugnandi e mentalità: la base per la rimonta

Al di là dei numeri e dei moduli, ciò che ha colpito maggiormente è stata la “vis pugnandi”, quella determinazione feroce che rappresenta il presupposto minimo per chi non vuole arrendersi. Il Pescara ha giocato con spirito combattivo, mostrando di avere ancora energie mentali da spendere.

La strada resta impervia, ma la nuova via tattica intrapresa ad Avellino ha già prodotto segnali positivi. Continuità e convinzione saranno decisive per trasformare un primo successo in una vera inversione di tendenza.

La salvezza non è ancora a portata di mano, ma il Pescara ha ritrovato un’identità. E quando una squadra ritrova ordine, compattezza e spirito di lotta, può tornare a sperare.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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