La vittoria del Pescara sul campo dell’Avellino è stata senza dubbio legittima. I biancazzurri hanno interpretato la gara con intensità, equilibrio e spirito battagliero, conquistando tre punti pesantissimi nella corsa salvezza. Tuttavia, il successo necessita di conferme immediate per assumere un valore strutturale e non restare un episodio isolato.

La sensazione è che il Pescara abbia finalmente trovato compattezza e convinzione, ma il banco di prova arriverà nelle prossime uscite. Solo la continuità potrà certificare la reale inversione di tendenza.

Avellino irriconoscibile e panchina saltata

Va detto con chiarezza: l’Avellino visto in campo è apparso lontano parente della squadra ammirata in altre fasi della stagione. Pochissima intensità, scarsa reazione e un atteggiamento quasi rassegnato hanno agevolato il compito degli ospiti.

La prova opaca dei campani è costata cara a Raffaele Biancolino, ufficialmente esonerato dalla società nelle ore successive alla gara. Un epilogo che testimonia quanto la partita fosse cruciale anche per gli equilibri interni del club irpino.

Il Pescara ha saputo approfittare delle difficoltà avversarie, ma questo non sminuisce il merito di aver mantenuto concentrazione e determinazione per tutti i novanta minuti.

Il Pescara gioca per il suo allenatore

Se l’Avellino è sembrato smarrito, il Pescara ha invece mostrato un’identità precisa. La squadra ha giocato con il cuore, ma anche con lucidità tattica, mettendo in campo quella fame tipica di chi sa di non avere alternative.

Il segnale più forte è arrivato al triplice fischio: l’abbraccio collettivo a Giorgio Gorgone. Un gesto spontaneo, potente, che racconta più di qualsiasi dichiarazione. In un momento in cui le pressioni esterne e le critiche non sono mancate, il gruppo ha scelto di schierarsi apertamente al fianco del proprio tecnico.

Non è solo una questione emotiva. È una dichiarazione di intenti.

L’unità del gruppo come arma salvezza

Il Pescara resta una squadra che lotta controvento, con una classifica ancora complicata e un margine di errore minimo. Ma avere uno spogliatoio compatto può fare la differenza nei momenti decisivi.

L’unità di intenti attorno a Gorgone rappresenta un patrimonio da difendere. La salvezza passa anche da questo: coesione, sacrificio e spirito di appartenenza. La vittoria di Avellino ha evitato una possibile resa anticipata e ha rilanciato le ambizioni biancazzurre.

Ora serve continuità. Perché l’entusiasmo, nel calcio, è fragile. Ma quando una squadra rema nella stessa direzione del suo condottiero, può trovare energie insospettabili anche nelle situazioni più complesse.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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