I prossimi 270 minuti rappresentano uno snodo cruciale per il Pescara. Tre partite che, sulla carta, fanno tremare i polsi: due trasferte complicatissime e un impegno interno contro una delle squadre più attrezzate del campionato. Per una formazione che occupa l’ultimo posto in classifica, il margine di errore è praticamente azzerato.

Il calendario non concede sconti: affrontare tre delle prime quattro della graduatoria significa misurarsi con squadre costruite per obiettivi opposti, con organici profondi e ambizioni di vertice. Eppure, proprio nei momenti più difficili si misura la solidità mentale di un gruppo.

Venezia e Frosinone in trasferta, Palermo all’Adriatico

Il percorso prevede le trasferte contro Venezia e Frosinone, intervallate dalla sfida interna con il Palermo. Tre avversari stabilmente nelle zone nobili della classifica, capaci di imporre ritmo e qualità.

Il pronostico, almeno sulla carta, appare chiuso. Ma il calcio non si gioca sui pronostici. Il Pescara dovrà affrontare queste gare con l’atteggiamento di chi non ha alternative: intensità, compattezza e la capacità di sfruttare ogni episodio favorevole.

Servirà una squadra pronta a soffrire, ma anche capace di colpire quando si presenterà l’occasione. Perché, in una stagione così complessa, anche un punto conquistato contro una big può cambiare inerzia e morale.

Il momento di stringere i denti e sfidare i pronostici

Questo è il momento di stringere i denti e gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non si tratta di retorica, ma di necessità. Il Pescara deve provare a muovere la classifica ovunque, anche contro avversari che sulla carta sembrano fuori portata.

La classifica resta severa, ma la possibilità di giocarsi ancora qualcosa è un patrimonio da difendere con tutte le forze. Arrivare alle ultime giornate con un distacco contenuto significherebbe tenere aperta la porta della salvezza, sia diretta sia passando eventualmente dagli spareggi.

Ultime dieci giornate più abbordabili: tutto si decide adesso

Superato questo trittico da brividi, il calendario offrirà un finale più equilibrato: dieci partite con avversarie teoricamente alla portata e diversi scontri diretti, in larga parte tra le mura amiche. È lì che il Pescara potrebbe costruire la propria rimonta.

Ma per arrivarci con speranze concrete, occorre resistere ora. Anche raccogliere pochi punti nelle prossime tre gare potrebbe fare la differenza in ottica classifica.

Il destino non è ancora scritto. Il margine è minimo, la pressione altissima, ma la stagione non è finita. E finché c’è la possibilità di lottare, il Pescara ha il dovere di provarci fino in fondo.

Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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