Se non è record poco ci manca. Nel giro di pochi mesi il Pescara riesce nell'impresa di retrocedere due volte. La scorsa stagione, sul campo il Pescara era retrocesso per poi salvarsi ai rigori contro il Pescara nei playout. Quest'anno, nemmeno i playout salveranno il Pescara verso un destino annunciato: la retrocessione in Serie C.

Sono stati tanti gli errori commessi dalla società in questo totale fallimento. Il primo è stato riconfermare in gran parte gli stessi giocatori che erano arrivati a giocarsi i playout dopo un'altra stagione deludente. Richiamare Oddo è stato un altro errore, lui stesso era retrocesso da allenatore del Perugia nel playout contro il Delfino. Oddo non è riuscito a trasmettere le sue idee di gioco ad una squadra comunque costruita male. 

Il mercato di gennaio, nonostante le difficoltà legate al Covid-19, doveva essere il momento chiave per cambiare una stagione disastrosa. Niente da fare. L'arrivo di Breda ha dato una spinta emotiva iniziale prima del crollo e del cambio in panchina con l'arrivo di Grassadonia. L'attuale tecnico biancazzurro ha tentato in tutti i modi di rimettere in piedi una squadra a pezzi sotto ogni punto di vista. Il Covid-19 ci ha messo lo zampino, ma resta il fatto che questo Pescara manca delle caratteristiche principali: cuore, intensità, determinazione, qualità e caratteristiche necessarie se si vuole giocare in B. La retrocessione quindi fa male ma non sorprende. 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 02 maggio 2021 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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