all’Adriatico, davanti al proprio pubblico, contro un Padova reduce da due sconfitte consecutive e arrivato in Abruzzo con l’organico dimezzato. Aveva tutto per reagire, tutto per dimostrare che questa squadra ha ancora un’identità, un progetto, un’idea. E invece no: la sensazione è stata la stessa che ormai accompagna molte delle ultime uscite stagionali. Una squadra lenta, prevedibile, scolastica. Un gruppo che entra in campo senza ferocia, senza fame, senza quel tipo di cattiveria agonistica che in Serie B vale quanto — se non più — della qualità tecnica.
La prestazione è stata insufficiente sotto diversi aspetti. Non sono bastati il ritorno di alcuni titolari, l’inserimento di uomini chiave né l’entusiasmo generato dall’arrivo di Davide Faraoni, uno dei nomi più importanti del mercato biancazzurro degli ultimi anni. L’ex Verona ha portato ordine e personalità, ma non può essere lui, da solo, a risolvere una squadra che sembra innanzitutto prigioniera di se stessa. L’episodio del gol annullato a Meazzi, che ha inevitabilmente acceso discussioni e nervosismi, non può e non deve diventare un alibi. Anche perché, come ha sottolineato lo stesso Gorgone nel post gara, la decisione è stata lunga, incerta, sofferta: segno di una valutazione borderline. Ma un Pescara che vuole salvarsi — e che gioca in casa contro un avversario in difficoltà — quelle partite non può affidarle agli episodi. Deve vincerle. Punto.
E invece, nel momento decisivo, a fare la differenza è stato il Padova: una squadra meno brillante tecnicamente ma più convinta mentalmente. Ha corso più del Pescara, ha giocato con maggiore ordine tattico, ha lottato su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Il Padova non ha vinto perché è più forte: ha vinto perché ci ha creduto di più.
Nel dopogara Gorgone ha provato a mantenere il controllo analitico della situazione: “Siamo partiti titubanti e abbiamo sbagliato tanto, poi però abbiamo avuto più coraggio. La squadra ha tenuto il campo: da qui dobbiamo ripartire”. Un messaggio costruttivo, ma che inevitabilmente stride con ciò che i tifosi hanno visto e percepito. E stride anche — inevitabilmente — con la classifica.
Alla voce delle analisi tecniche si è aggiunta quella del presidente Sebastiani, che ha scelto di concentrarsi sugli aspetti positivi: “Se doveva vincere qualcuno doveva essere il Pescara. Con la rosa al completo ce la giochiamo con tutti. Serve ripartire dall’entusiasmo.” Un tentativo di proteggere l’ambiente o una lettura lucida? Dipende dal punto di vista. Ma il dato resta: il Pescara ha perso un’altra partita che non poteva permettersi di perdere.
Oggi non è in discussione solo il risultato. È in discussione la mentalità di questa squadra. Perché si può sbagliare tecnicamente, si può perdere per un episodio, si può attraversare un periodo negativo. Quello che non si può fare è giocare senza cattiveria, senza presenza, senza quel senso di emergenza che la classifica ormai urla.
Questa gara doveva essere una svolta. È diventata un segnale. E il segnale è chiaro: il tempo delle scuse è finito. Ora servono punti, serve identità, serve dimostrare che questa maglia pesa davvero.
La domanda che resta sospesa, e che inevitabilmente rimbalza tra curva e tribuna, è una sola:
questo è un momento difficile,
o semplicemente questa squadra non è all’altezza del campionato che sta giocando?
E la risposta, da oggi, non può più arrivare dai microfoni.
Deve arrivare dal campo.
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 16:30 Pescara, la rimonta incompiuta: dal miracolo sfiorato al crollo finale che ha distrutto tutto
- 15:52 Sebastiani e quelle parole che fanno ancora più male: “A giugno parte la bancarella”
- 13:30 Pescara, l’estate degli errori che ha portato alla retrocessione: dal caso Baldini alla scelta Vivarini
- 12:00 Messaggero - Camplone: «Retrocessione figlia degli errori commessi in estate»
- 10:30 Messaggero - Pescara in C, caduta annunciata
- 09:00 Pescara, numeri da incubo: il paradosso dei gol segnati non basta a evitare il crollo in Serie C
- 06:37 PESCARA DI NUOVO ALL'INFERNO: ORA E' IL TEMPO...DELLE MEZZE MISURE
- 21:00 Pescara, prende quota l’ipotesi Ivan Tisci: ma il futuro passa prima dalle decisioni di Sebastiani
- 18:00 Pescara, la verità che fa più male: e se la Serie C fosse ormai la nuova realtà del Delfino?
- 16:30 Pescara, retrocessione amarissima: una ferita aperta che il futuro non può ancora cancellare
- 15:00 Giudice Sportivo: multa salatissima al Pescara
- 13:30 Caos dopo Pescara-retrocessione: la Digos passa al setaccio i video degli scontri
- 12:00 Pescara, una caduta senza gloria: il ritorno in Serie C chiude uno dei capitoli più amari della storia biancazzurra
- 10:30 Messaggero - Gorgone: "Chiedo scusa, ci credevo"
- 09:00 Messaggero - Pescara, dalla magia agli insulti dei tifosi
- 21:28 Spezia, minacce rivolte ai giocatori dopo la retrocessione in Serie C
- 20:33 Caos a Pescara dopo la retrocessione: guerriglia fuori dallo stadio, ecco il bilancio
- 17:00 PESCARA IN C: QUANDO CHIEDERANNO SCUSA AI TIFOSI?
- 16:00 Pescara, dal sogno Serie B all’incubo Serie C: una retrocessione figlia di errori mai corretti
- 15:00 TMW - Pescara-Spezia 1-1, le pagelle: Faraoni non basta, fischi nel finale all'Adriatico
- 11:00 Sebastiani: "Dal 1 giugno venderò quello che è possibile"
- 10:00 Messaggero - Ira dei tifosi contro Insigne, scontri all'esterno dallo stadio
- 09:00 Messaggero - Game Over per il Pescara
- 06:32 SCUSATE, ERAVAMO DI PASSAGGIO
- 23:38 Pescara retrocesso, scontri fuori dallo stadio Adriatico
- 23:27 Il Rumore del Silenzio
- 23:27 Pescara retrocesso, Gorgone: "Chiedo scusa a tutti"
- 23:25 Pescara in C, divorzio inevitabile con Insigne
- 23:12 Pescara retrocesso, Sebastiani: "Quando perdiamo restiamo soli, voglio vendere"
- 22:49 PESCARA - SPEZIA 1 - 1
- 22:41 Pescara, il fallimento è completo: dalla Serie B alla Serie C in meno di un anno
- 19:30 RIVIVI IL LIVE | PESCARA-SPEZIA 1-1: DELFINO RETROCESSO IN C
- 16:30 Pescara, ultima chiamata salvezza: vincere potrebbe non bastare
- 15:00 Insigne rompe il silenzio e manda un messaggio ai tifosi: “La rifarei altre mille volte”
- 13:30 Messaggero - Nei liguri l'ex Lapadula e D'Angelo Ma non faranno sconti al Delfino
- 12:00 Messaggero - Pescara-Spezia: le probabili formazioni
- 10:30 Messaggero - Tutta Pescara col fiato sospeso
- 09:00 PESCARA-SPEZIA: LE PROBABILI FORMAZIONI
- 23:11 Pescara-Spezia, i biancazzurri convocati da Gorgone
- 20:55 Pescara, Gorgone si sfoga prima dello Spezia: “Padova è una ferita aperta. Ora serve un miracolo”
- 18:00 Insigne giura amore al Pescara: «Qui è casa mia». Poi il messaggio che emoziona i tifosi
- 15:00 Pescara, i playout possono salvare tutto: spunta anche l’ipotesi ripescaggio
- 13:30 Pescara, salvezza appesa a un filo: anche battendo lo Spezia potrebbe non bastare
- 12:00 Pescara, ultima chiamata salvezza: serve un miracolo contro lo Spezia per tenere viva la speranza
- 10:30 Messaggero - Da Insigne e Brugman a Gorgone: ecco chi parte con la retrocessione
- 09:00 Messaggero - Pescara, la carica dei 13mila tifosi
- 19:30 Pescara, salvezza appesa a un filo: serve battere lo Spezia e sperare negli altri campi
- 18:00 Pescara, pace fatta nello spogliatoio: nasce il patto salvezza prima della notte decisiva
- 15:00 Pescara-Spezia accende l’Adriatico: numeri da Serie A e tifosi pronti a spingere il Delfino
- 13:30 Pescara, segnali positivi prima dello Spezia: tornano Insigne e Di Nardo, ma resta un dubbio pesante
- 12:00 Pescara, la Curva Nord: "Non è finita fin quando non è finita"
- 10:30 Messaggero - Bepi Pillon: «Il Delfino può centrare gli spareggi, nessuno ormai fa calcoli»
- 09:00 Messaggero - "Vicini al Pescara fino alla fine"
- 00:07 Pescara-Spezia, notte da brividi: Curva Nord sold out per l’ultima sfida salvezza
- 17:00 Pescara nel caos: Gorgone sotto accusa e quel rigore affidato al più giovane che fa discutere
- 15:30 Pescara, bufera totale su Insigne: il paragone con Falcao incendia i tifosi dopo il rigore shock
- 14:00 Messaggero - Sui social la rabbia dei tifosi: "Gorgone doveva imporsi"
- 12:30 Messaggero - Padova-Pescara 1-0: Russo il peggiore
