Durante il programma "Taca La Marca" in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, il quale si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto emerso:

La ripresa: "Bisogna riprendere a giocare, tutte le aziende sono ripartite, pertanto lo stesso concetto vale per il calcio. Sicuramente sarà necessario prendere le dovute precauzioni, ma non ci si può nascondere dietro a un protocollo. Se le società spendono milioni per comprare giocatori, non ci si può soffermare sulle spese dei protocolli. La Serie B è a favore della ripresa per evitare i contenziosi, così da ottenere tutti i verdetti sul campo".

Decurtazioni: "Alla fine ogni squadra troverà il modo di raggiungere accordi di natura individuale. Ogni caso è differente, visto che ci sono società che pagano stipendi importanti ed altre che gestiscono la questione diversamente. Sicuramente un’altra problematica sarà di giocare a porte chiuse, che causerà ulteriori avversità, ma dobbiamo tutti farci carico dei danni futuri, insieme si può salvare il movimento e tanti posti di lavoro".

Contratti in scadenza: "Questo è il tema principale, fino ad oggi si è parlato di tutto però resta ancora in sospeso il problema amministrativo dei contratti e di come regolare la questione sui prestiti. Difatti su quest’aspetto la Federazione sta lavorando per dare delle risposte precise”.

Torreira: "Torreira era un giocatore che non doveva andare mai all'estero, così come Verratti. Ora per riportarlo ci vogliono tantissimi soldi, ma sicuramente ha le caratteristiche per essere protagonista in Italia"

Interesse italiano su Verratti: "Se penso a Verratti, per un club italiano è impossibile acquistarlo. In passato il giocatore era praticamente del Napoli, avevo l'accordo con il presidente De Laurentiis, ma poi uscirono delle strane voci sulla fede calcistica del calciatore. Si diceva che tifasse per la Juventus, così non se ne fece più nulla nonostante al patron azzurro piacesse tanto. Inoltre per Verratti mi arrivarono offerte dal Genoa e dalla Juventus. Il problema in Italia e che le squadre non hanno il coraggio di investire sui giovani provenienti dalla cadetteria che spesso è più competitiva delle massime serie di altri paesi".

Il no di Mazzarri a Verratti: "Non credo visto che con De Laurentiis avevamo trovato un accordo sulla base di una comproprietà. Verratti sarebbe rimasto un altro anno con noi in A, quindi escludo che sia stato rifiutato dall'allenatore".

Immobile: "Ciro è il giocatore più sottovalutato in Italia. È forte ed è un professionista serio, ha sempre fatto tanti gol in carriera e non solo quest'anno. Se si fosse chiamato “Immobilicius” avrebbe avuto altro seguito, visto che per nostra natura siamo esterofili. Farà ancora tanto anche in nazionale se gli verrà concessa la giusta fiducia.”  

Insigne-Immobile-Verratti, il trio delle meraviglie: "Lorenzo giocava con Zeman a Foggia e fu una richiesta esplicita dell'allenatore; Verratti era un calciatore del nostro vivaio, mentre Immobile fu una scelta societaria, lo vedemmo ai giochi del Mediterraneo e decidemmo di puntare su di lui, sin da quel momento ha dimostrato tutta la sua forza e le sue qualità".

Le difficoltà del momento: “Se non funziona l'azienda principale si fa fatica anche con quella calcistica, a meno che la stessa non sia autonoma. I tifosi spesso non capiscono le diverse situazioni che si affrontano, faremo tanti sacrifici, ci saranno dei danni, ma speriamo di poter sopravvivere a questa crisi".

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 27 maggio 2020 alle 22:47
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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