La perde, la riacciuffa e infine la butta via definitivamente. Il Pescara perde (2-1) a Pisa, regalando a Soddimo il gol dell’ex al 94’, dopo avere pareggiato in inferiorità numerica all’89’ con una prodezza di Luca Clemenza in inferiorità numerica. Peccato, proprio sotto gli occhi di Marcello Lippi, ex ct della Nazionale, in tribuna assieme a Sebastiani. Poi, quando sembrava che i biancazzurri, forti anche di una condizione fisica importante, fossero fuori pericolo, è arrivata la distrazione fatale. Grave. Dolorosa e che rischia di essere difficile da smaltire. Si parte con una certa cautela da entrambe le parti. Anche perché in una serata molto calda, c’è la logica preoccupazione di gestire le energie nell’arco dei novanta minuti. Il Pescara impatta la gara con un pizzico di intraprendenza in più, prova ad alzare sale subito la linea del pressing, tiene altissimi i due terzini Zappa e Mastrangelo, prova a inserire qualche volta una mezzala e chede un lavoro di raccordo le due punte che, alternativamente, vengono a legare il gioco o attaccano la profondità per creare spazi tra le linee rivali. Scognamiglio sfiora il gol di testa al 13’ incornando una punizione di Memushaj. Il Pisa sembra prendersela con maggiore calma. Dà l’impressione di non avere fretta e voler studiare la gara. Quello che è chiaro è che punta forte sul lavoro dei due “quinti” di centrocampo e prova ad attaccare gli spazi tra Crecco e Scognamiglio. In un match così bloccato è quasi normale che a decidere sia un episodio, o una distrazione fatale. Il Pisa sblocca infatti con un’azione costruito dal terzino di sinistra (Lisi) e conclusa da quel opposto (Belli). Ma se il primo salta il proprio uomo con troppa facilità, il secondo è solissimo in mezzo all’area, prendendosi lo spazio giusto tra Crecco e Scognamiglio. Il Delfino prova a rialzarsi ma lo fa senza riuscire a dare al match il ritmo necessario. Luca D’Angelo, tecnico pescarese dei toscani, non insegue raffinatezze stilistiche. Lascia agli avversari il possesso palla, si compatta davanti alla propria area di rigore e cerca di chiudere tutte le linee di passaggio, senza concedere mai la profondità. Così al Pescara resta un comando sterile del gioco che però frutta solo un tiro da lontano di Zappa bloccato con sicurezza da Gori. Non smettono di provarci i biancazzurri, e le cose migliori arrivano (come sempre) quando riescono a scatenare la corsa di Zappa sulla corsia di destra, qualche volta anche Masciangelo a sfruttare la fascia sinistra, ma a quel punto il problema diventa quello di occupare meglio l’area di rigore avversaria. Proprio quando sembra che le squadre comincino ad allungarsi e s’intravedano i primi spazi, gli abruzzesi restano in dieci per un’ingenuità di Bettella che, già ammonito, entra male su un avversario e prende il secondo giallo. Legrottaglie cerca appiglio nella fantasia di Luca Clemenza e nella freschezza di Melegoni mentre i locali continuano nella loro ricerca ossessiva delle sgroppate di Lisi a sinistra ma le conclusioni arrivano solo su palla inattiva. Poi il finale assurdo, e Soddimo che spegne il sorriso appena nato del Pescara.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 27 giugno 2020 alle 12:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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