Il rischio, adesso, è quello di infierire sparando sulla Croce Rossa. È difficile anche trovare le parole e i toni giusti dopo la quarta sconfitta consecutiva del Pescara. Il Frosinone passa (0-2) all'Adriatico e lo fa senza neanche sudare. Basta appena un filo di gas per archiviare una gara che per gli uomini di Nesta ha la stessa difficoltà di un'amichevole estiva contro la classica rappresentativa di dilettanti. Dai biancazzurri, sempre più ultimi in classifica, non è arrivato nemmeno il minimo segnale di risveglio. Da una parte è tutto normale, perché la differenza di valori in campo era enorme. Ma a questo dato oggettivo, si è aggiunta la sensazione di una squadra in questo momento del tutto senza risorse. Mancano tutti gli ingredienti necessari perché una squadra sia, magari non vincente, ma almeno competitiva. Invece niente. Niente a livello individuale. Niente a livello collettivo. Niente a livello caratteriale e mentale. Questo organico (lo abbiamo detto in tempi non sospetti) a nostro avviso è modesto e ulteriormente indebolito dalle assenze che l'hanno lasciato senza punte. Ma anche in mezzo a queste difficoltà, è legittimo e doveroso attendersi qualcosa in più da tutti. A cominciare dall'allenatore per finire con l'ultima delle riserve. Perché se il Pescara è questo, è difficile immaginare che possa riprendersi e quantomeno provare a salvarsi. Undici gol subiti nelle ultime quattro gare (quasi tutti praticamente a porta vuota) dicono tutto sulla fragilità di una squadra che invece, proprio per l'impotenza offensiva di questo momento, avrebbe dovuto trovare altre risorse e crearsi almeno una compattezza decorosa davanti a Fiorillo. E invece, in una gara che era già delicatissima, nei primi minuti è arrivata una serie di erroracci inconcepibili. L'impressione è che questa squadra continui a giocare con la velleitaria superficialità di chi non si rende conto che il Titanic sta già affondando. Non si spiegano altrimenti i disimpegni sbagliati in avvio di gara che regalano il gol a Ciano il gol dopo 6 minuti. L'ultima cosa che ci si deve aspettare da una squadra che in questo momento è impotente sul piano offensivo, e che almeno in difesa dovrebbe moltiplicare attenzione e cattiveria. E dopo sei minuti appena, non può essere certo un problema fisico. Poco conta anche l'ennesimo tentativo di Oddo di cambiare qualcosa schierando la difesa con tre centrali. Conta poco il sistema di gioco quando si sbaglia tutto quello che hanno sbagliato i giocatori in campo. Un disastro talmente assoluto che finisce anche per sommergere le eventuali responsabilità di un tecnico che fino a ora non è riuscito a trasmettere quasi nulla alla squadra ma che, più di ogni altra cosa, paga probabilmente la valutazione troppo ottimistica sulle qualità della rosa. Difficile capire come si possa venir fuori da questo momento. Di sicuro, per quanto lungo sia il campionato, le soluzioni bisogna trovarle adesso, prima che sia troppo tardi. Anche se purtroppo, in sede di mercato, forse lo spavento dell'anno scorso non ha insegnato niente. 

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 25 ottobre 2020 alle 12:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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