La sconfitta contro il Venezia lascia certamente spunti critici, ma dentro una gara complicata emergono anche segnali incoraggianti per il Pescara. Contro la formazione guidata da Giovanni Stroppa, costruita per competere ai vertici, il Delfino ha dimostrato personalità, spirito competitivo e individualità che possono diventare pilastri nel corso della stagione.

Al di là del risultato, ciò che resta è la consapevolezza di aver affrontato una “corazzata” senza timori reverenziali. E in un contesto del genere, alcune prestazioni meritano di essere sottolineate.

Saio protagonista al Penzo: sicurezza e riflessi da titolare

Se il Pescara è rientrato negli spogliatoi con un passivo contenuto, gran parte del merito va attribuito a Saio. Il vice di Desplanches ha risposto presente in una delle serate più delicate, dimostrando concentrazione, reattività e grande personalità.

Quattro interventi di spessore hanno evitato che il punteggio assumesse proporzioni ben più pesanti già nella prima frazione. Parate d’istinto, ma anche letture intelligenti delle traiettorie e ottimo posizionamento: segnali chiari di un portiere pronto a farsi trovare affidabile quando chiamato in causa.

In un match in cui la linea difensiva ha sofferto la qualità e i movimenti offensivi del Venezia, la sua prestazione ha rappresentato un argine fondamentale. Un messaggio importante anche in chiave gerarchie: il Pescara può contare su un’alternativa solida tra i pali.

Berardi sostanza e sacrificio, Di Nardo ritrova il gol

Accanto alla prova del portiere, si è distinta anche la prestazione di Berardi, capace di garantire equilibrio e dinamismo in una gara ad altissima intensità. La sua capacità di cucire i reparti e di lavorare senza palla ha consentito al Delfino di restare in partita, limitando almeno in parte la superiorità tecnica avversaria.

Ma il segnale più atteso era probabilmente quello di Di Nardo. Il ritorno al gol ha un peso specifico che va oltre il tabellino. Per un attaccante, ritrovare la via della rete significa liberarsi mentalmente, riacquistare fiducia e diventare un riferimento credibile per la manovra offensiva.

Le sue marcature non sono state casuali, ma frutto di inserimenti puntuali e di una presenza costante nell’area avversaria. Contro una squadra strutturata e organizzata, riuscire a colpire due volte è un indicatore chiaro delle potenzialità offensive del Pescara.

In definitiva, la trasferta di Venezia consegna una doppia lettura. Da un lato restano le difficoltà difensive già evidenziate; dall’altro emergono segnali concreti su cui costruire. La personalità mostrata contro un avversario di categoria superiore, le parate decisive di Saio, la prova generosa di Berardi e il ritorno al gol di Di Nardo rappresentano basi solide.

Il percorso è ancora lungo, ma il Delfino ha dimostrato di avere risorse tecniche e caratteriali per affrontarlo con ambizione.

Sezione: News / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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