Il Pescara esce sconfitto dal campo del Venezia con un 3-2 che lascia l’amaro in bocca. Non solo per il risultato, ma per come la partita si è sviluppata. Contro la prima della classe, i biancazzurri hanno avuto l’opportunità concreta di indirizzare il match in proprio favore, sfiorando il doppio vantaggio in avvio e arrivando nel finale a un passo dal pareggio.

Il punteggio racconta una gara aperta, viva, combattuta. Ma sotto la superficie resta la sensazione di un’occasione non colta fino in fondo. Il Pescara ha dimostrato di poter mettere in difficoltà la capolista, di avere soluzioni offensive valide e di non temere il confronto. Eppure, quando si affrontano squadre strutturate e ciniche come il Venezia, gli errori si pagano senza sconti.

La scelta della linea a quattro e i problemi difensivi

A pesare in modo determinante è stata la fase difensiva. L’assetto scelto da Giorgio Gorgone, con una linea a quattro e marcature individuali, si è rivelato un rischio elevato contro un attacco rapido e tecnico.

La disposizione ha lasciato spazi tra i reparti, soprattutto nelle transizioni e nei movimenti senza palla degli avversari. Le marcature a uomo, in più di un’occasione, hanno generato disallineamenti e difficoltà nelle coperture preventive. Il Venezia ha saputo sfruttare questi varchi con lucidità, punendo ogni esitazione.

Non è solo una questione di modulo, ma di interpretazione. La linea difensiva è apparsa poco coordinata, con tempi di uscita non sempre sincronizzati e una gestione imperfetta delle situazioni di uno contro uno. In partite di questo livello, la compattezza deve essere un presupposto, non un’opzione.

Tra segnali positivi e limiti strutturali

Nonostante la sconfitta, il Pescara non è uscito ridimensionato sul piano della proposta offensiva. La squadra ha creato, ha osato e ha avuto il merito di restare aggrappata al match fino all’ultimo minuto. Questo è un segnale importante in chiave futura.

Tuttavia, la salvezza passa anche dalla solidità. I margini di errore sono ridotti e concedere troppo, soprattutto contro avversari di vertice, significa compromettere il lavoro costruito in fase di possesso.

La sfida contro il Venezia offre spunti di riflessione: da un lato la consapevolezza di potersela giocare, dall’altro la necessità di correggere fragilità evidenti. Il campionato non aspetta, e il Pescara dovrà trasformare i rimpianti in lezioni concrete per evitare che prestazioni generose restino senza punti.

Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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