Per un calciatore, abituato a stare ogni giorno all’aria aperta e viaggiare quasi ogni settimana, questi giorni casalinghi devono essere duri come evidenzia Bettella: «Mi mancano molto il pallone e il campo, lo stadio, il calore dei tifosi. Sono nato con il pallone tra i piedi, ci dormivo insieme. Mi manca la mia ragazza che vive a Milano, gli amici, i compagni. E mi manca vedere le persone vivere in tranquillità, senza questa paura».

La normalità oggi è un sogno: «Ne usciremo fuori, ma la situazione va affrontata senza fretta. So che tutto questo prima o poi finirà, ma bisogna sempre pensare anche agli altri e farlo mi rattrista molto, perché ci sono persone che stanno male e soffrono. Il virus ha colpito anche nel calcio: noi giocatori siamo abituati a stare sempre insieme e a girare. Sarebbe stato difficilissimo non beccarsi il virus».

Sezione: News / Data: Mer 25 marzo 2020 alle 13:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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