Essendo oramai il passato del Pescara, promettiamo di occuparci per l'ultima volta dell'ex tecnico Silvio Baldini, anche se sui social un gruppetto di nostalgici irriducibili vorrebbe organizzare un tour in Toscana per fargli cambiare idea. Non si possono ignorare i suoi grandi meriti nell'aver dato motivazioni, spirito e gioco ad un gruppo di giocatori male assortiti, solo in parte con un buon tasso tecnico per la categoria. Gli stessi giocatori hanno riconosciuto il lavoro importante di Baldini, soprattutto a livello umano e quindi questa promozione è in gran parte merito suo. Detto questo, non convincono affatto le motivazioni che sono state addotte o attribuite al niet improvviso che ha spiazzato un pò tutti (noi no). Vediamo le principali tre:
1) Magia o incantesimo finito, ossia l'impressione che la piazza non credesse più alla possibilità di sognare ancora in grande. Ebbene lui stesso ha raccontato che dopo il mortificante ko di Sestri Levante voleva abbandonare e che quindi proprio lui non credeva si potesse raggiungere più la B. Fu Brosco a farlo desistere, quel Brosco cui aveva dato del rompiballe perchè a Pineto si era buttato scriteriatamente in avanti cercando il pareggio. Quindi se c'era qualcuno che aveva iniziato a dubitare era proprio il tecnico senese, non può farne una colpa ad altri ora e per inciso nessuno lo avrebbe messo in discussione dopo il risultato finale ottenuto, a dispetto di ogni previsione e nel modo più suggestivo da immaginare.
2) Tifoseria ingrata. Molti hanno pensato che Baldini avesse voluto togliersi un sassolino dalle scarpe per il duro confronto di marzo con alcuni rappresentanti dei gruppi organizzati che gli chiedevano di smetterla con proclami che stridevano con la realtà e di chiedere invece rinforzi seri al presidente, se veramente voleva puntare a fare un campionato importante. Certo lì qualcosa si incrinò nei rapporti col pubblico, ma sinceramente sono cose da mettere in conto per qualunque allenatore, si chiamasse anche Mourinho e comunque nessuno mai durante le partite si è mai permesso di scaricare colpe su Baldini, il vero parafulmine è sempre stato Sebastiani. La squadra è stata sempre sostenuta, magari con poche presenze in casa, ma il Pescara ha avuto il terzo pubblico medio in trasferta. Più volte il tecnico aveva dichiarato che era compito della squadra trascinare il pubblico e che quando gli spalti si fossero nuovamente riempiti nessun traguardo era precluso. Ebbene nei playoff questo è successo, sempre in crescendo (finalissima con sold out a 21mila presenze) e l'anno prossimo siamo certi che, riacceso l'entusiasmo, il problema sarebbe stato solo gestire il botteghino. In ogni caso sarebbe bastato un chiarimento diretto e, ancora una volta, la B raggiunta avrebbe messo a tacere tutto.
3) Budget e stipendio non adeguati alle sue ambizioni. Per sei anni Baldini è rimasto fermo e in una stagione ha allenato gratis la Carrarese, sostenendo sempre che quello che conta per lui è il rapporto con le persone e l'ambiente coinvolto nell'obiettivo, perchè i soldi non sono mai stato un problema. Allora se non erano abbastanza 250mila euro più bonus promozione e, si dice, un congruo adeguamento a favore del figlio/collaboratore Mattia e un contributo per trovare sistemazione alla famiglia (quest'anno è vissuto in hotel, facendo spola con la Toscana), forse si può pensare che anche lui sia sensibile al vil denaro. Stride con l'immagine bucolica e senza pretese che ha sempre presentato ("sono un contadino, l'unico vizio è andare a funghi e vivo con poco"). In ogni caso se progetti e disponibilità non parevano assecondare la possibilità di disputare un torneo di B competitivo avrebbe potuto dichiararlo, lui che ha sempre messo al primo posto la trasparenza in un mondo di lestofanti. Parole sue. Crediamo che Sebastiani, consapevole dell'enorme bonus ricevuto da Baldini e dalla inattesa promozione, per una volta non avrebbe stretto i cordoni della borsa, pur di trattenerlo, sapendo quanto impopolare sarebbe stato risultare ingeneroso ed ingrato col tecnico. Alle spalle del presidente c'è pur sempre Verratti, no? Su quest'ultimo punto non solo noi ci stiamo ponendo dubbi, ma in ogni caso Baldini sul lato economico poteva tranquillamente battere su un ferro ancora caldo. Anche i legami familiari che cita spesso sarebbero stati sicuramente più gestibili col nuovo contratto.
Allora, se queste motivazioni concretamente non stanno in piedi e non giustificano quel dietrofront, ci sono un motivo 4 o 5 che non conosciamo? A Palermo parlò chiaro quando non accettò di proseguire dopo la promozione in B, maturata in modo molto simile a questa, i tifosi siciliani capirono ed apprezzarono la sua coerenza perchè effettivamente la società aveva progetti diversi e poco stimolanti. In questo caso ha affidato ad un comunicato laconico, vago e senza contraddittorio. Come se si volesse chiudere un'esperienza già chiusa prima della festa promozione, evitando di rovinare i rapporti, diplomaticamente e democristianamente. Ma anche questo cozza con i suoi modi sanguigni e chiari, su cui ha basato la vita professionale e di cui si è vantato non derogare mai.
Ripetiamo, noi ci eravamo accorti che il post promozione di Baldini non era in linea con un mood che sfocia in una riconferma, lo avevamo scritto più volte quando tutta la stampa (non solo locale) dava per certo il rinnovo. Però anche noi siamo delusi che non abbia voluto dimostrare di crederci ancora e di saper lottare per le proprie convinzioni, contro tutti gli scettici e contro chi lo ha sempre aspettato al varco. Questa scelta sembra invece dare ragione a chi dice "bravo, ma ingestibile". Gli auguriamo il meglio, ma Pescara (come ha scritto nell'elegante saluto la società) avrebbe potuto essere a lungo la sua casa e la sua comfort zone, come successe per Giovanni Galeone. L'unico profeta resterà solo lui per i tifosi.
Autore: Andrea Genito
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