L'avvento del nuovo allenatore con l'affidamento della gestione tecnica a Giorgio Gorgone in luogo dell'esonerato Vincenzo Vivarini portava con sè, per i tifosi pescaresi, una speranza: che la classifica migliorasse. E, perché la classifica migliori, occorre che il quoziente realizzativo prenda l'ascensore verso l'alto. Così, sinora, in casa biancoblù, non sembra proprio essere accaduto con una media realizzativa per partite in cui la squadra ha segnato che si è alzata soltanto impercettibilmente, nell'ordine dello zero virgola. Un po' pochino, per un Pescara che desidera con anima e corpo restare incollato con i piedi sul suolo della cadetteria. 

I numeri della gestione Vivarini 

Con Vivarini, la cui gestione durò sino allo scorso 15 novembre quando, dopo lo stop casalingo con il Monza, dovette lasciare il posto a Gorgone,  il Pescara andò a bersaglio in dieci partite.su dodici con una punta di quattro reti segnate all'Empoli. Suddividendo, con calcolo da scuole elementari, i quindici centri per dieci si ha una media di una rete e mezzo a partita. 

I numeri della gestione Gorgone 

Gorgone è stato sinora seduto sulla panchina del Pescara per nove partite, in sei delle quali il suo Pescara è riuscito a profanare le porte avversarie. Il confronto non è al momento quantitativamente omogeneo, mancandogli almeno sei partite per pareggiare le panchine di Vivarini. Si possono però già fare un paio di deduzioni: se con Vivarini il Pescara aveva raggiunto due gol e più a partita in tre occasioni, in altrettante ha già fatto con Gorgone con una partita con tre reti e due con due. Questo ha portato a un innalzamento della media realizzativa da 1,5 a 1,6 reti per partita, parametrando naturalmente il dato per numero di partite a segno. Ma si tratta di un innalzamento dell'ordine dello 0,1, cosicchè occorre mestamente concludere che la media realizzativa del Pescara non abbia avuto neppure una brezza di vento leggera a spostarla. 

L'allargamento della famiglia dei marcatori 

Un piccolo dato confortante, tuttavia, esiste. Non è sole splendente, ma in giorni di cielo plumbeo anche a questo è doveroso aggrapparsi. Se con Vivarini i marcatori complessivi del Pescara erano stati sei ovvero Olzer, Di Nardo, Oliveri e Meazzi con tre centri a testa, Merola e Cappellini con uno, con Gorgone sono diventati sette ovvero Di Nardo, Corazza e Olzer con due, Tonin, Dagasso e Sgarbi con uno. Il fatto che poi Dagasso si sia accasato in altro lido non va naturalmente a inficiare il discorso complessivo. E va comunque da sè che l'innalzamento nella famiglia dei marcatori dovrebbe tradursi poi anche in quello della media realizzativa. Al momento non è avvenuto, ma in prospettiva potrebbe avvenire. Questo, però, a condizione che la catena di produzione si rimetta in modo e si puliscano e rimuovano gli ingranaggi risultati inceppati contro Modena e Monza.   

Necessità di un attaccante di continuità

Quando qualcuno te la butta dentro e giova alla tua causa, in genere non stai a chiedergli a mo' di documento d'identità quale ruolo ricopra. Ha segnato, punto e contenti tutti. Se si guarda però ai quattro principali realizzatori del Pescara ovvero Olzer, Di Nardo, Oliveri e Meazzi, si scorge che proprio attaccanti puri, ovvero coloro che sono deputati per ruolo a segnare, non sono ma ricoprono in prevalenza il ruolo di centrocampisti. E la domanda sorge spontanea: che potrebbe succedere al Pescara se potesse disporre finalmente di un attaccante fatto e finito in grado di sfornare gioielli dall'oreficeria dei suoi piedi? Il discorso resta in sospeso. Ma la sensazione è che, dal riempimento di una simile casella, possa passare larga parte della speranza della salvezza pescarese.         

        

  

Sezione: News / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 15:56
Autore: Cristiano Comelli
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