Il futuro del Pescara ripartirà senza Giorgio Gorgone.

La decisione, nell’aria già da diversi giorni, appare ormai definita: il tecnico romano non verrà confermato dopo la retrocessione in Serie C. Una conclusione inevitabile dopo un finale di stagione che ha visto il Delfino sciogliersi proprio nel momento decisivo, quando la salvezza sembrava improvvisamente tornata possibile.

Gorgone era arrivato in un contesto estremamente complicato, raccogliendo l’eredità di Vincenzo Vivarini dopo il pesante ko casalingo contro il Monza dello scorso 9 novembre.

Per lui si trattava della prima vera esperienza sia in Serie B sia sulla panchina di una piazza esigente e passionale come quella pescarese.

La rincorsa del Pescara si è fermata sul più bello

L’avventura di Gorgone iniziò ufficialmente il 21 novembre nella trasferta di Catanzaro, chiusa con un pirotecnico 3-3 che lasciava intravedere qualche segnale positivo sul piano caratteriale e offensivo.

Pochi giorni dopo, però, arrivò la sconfitta interna contro il Padova che spinse il Pescara all’ultimo posto della classifica, certificando la profondità della crisi.

Da quel momento la stagione biancazzurra si trasformò in una lunga rincorsa. Nelle prime dodici gare della gestione Gorgone arrivarono soltanto sette punti, anche a causa di una rosa giudicata da molti incompleta e poco competitiva per la categoria.

Il mercato di gennaio cambiò parzialmente gli equilibri. Con l’arrivo di giocatori più esperti e di qualità, il Pescara riuscì finalmente a trovare continuità, conquistando 20 punti nelle successive 14 partite.

La vittoria di Reggio Emilia dello scorso 6 aprile sembrava aver riacceso concretamente le speranze salvezza. In quel momento il Delfino appariva vivo, competitivo e in grado di giocarsi tutto fino all’ultima giornata.

Poi, però, il crollo.

Solo tre punti nelle ultime cinque gare hanno spento definitivamente le ambizioni del club, trascinando il Pescara verso una retrocessione che fino a poche settimane prima sembrava evitabile.

Gorgone lascia tra rimpianti, difficoltà e nuove opportunità

Il bilancio della gestione Gorgone resta inevitabilmente condizionato dal risultato finale, ma ridurre tutto ai numeri sarebbe forse troppo semplice.

Il tecnico romano ha lavorato in una situazione estremamente delicata, prendendo una squadra fragile mentalmente e con evidenti lacune strutturali. In alcuni momenti della stagione era riuscito anche a ridare identità e speranza a un ambiente che sembrava ormai rassegnato.

Non è bastato, ma diversi addetti ai lavori hanno comunque apprezzato il lavoro svolto dall’allenatore sotto il profilo della gestione del gruppo e dell’organizzazione tattica.

Non a caso, nonostante la retrocessione, Gorgone sarebbe già finito nel mirino di un paio di società di Serie B interessate al suo profilo.

Per il Pescara, invece, si apre ora una nuova fase. La società dovrà ricostruire quasi tutto: organico, ambizioni e identità tecnica. La scelta del nuovo allenatore sarà uno dei primi passaggi fondamentali per impostare un progetto che dovrà necessariamente puntare all’immediato ritorno in cadetteria.

La separazione con Gorgone chiude una stagione tormentata, piena di errori, rimpianti e occasioni mancate.

E adesso, per il Delfino, sarà tempo di ricominciare ancora una volta da zero.

Sezione: News / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 23:34
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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