Quello della gente che torna a casa senza nemmeno avere più la forza di arrabbiarsi.

Quello di una città che, ancora una volta, si ritrova a guardare verso il basso quando sperava finalmente di poter tornare a respirare.

Perché una retrocessione non è soltanto una categoria persa.

È qualcosa che ti svuota dentro lentamente.

È vedere spegnersi entusiasmo, speranze, orgoglio.

È rendersi conto che, per mesi, hai rincorso qualcosa che ti stava già scivolando dalle mani. Una ferita che pesa

Pescara non vive il calcio come un passatempo.Lo vive sulla pelle.Per questo ogni caduta pesa il doppio.

Per questo ogni stagione sbagliata lascia cicatrici profonde.

E oggi la sensazione più pesante non è nemmeno la rabbia.

È la delusione.Quella vera.Quella che arriva quando smetti persino di cercare spiegazioni.

Perdere è umano. Arrendersi no.Il problema non è retrocedere.Nel calcio può succedere.

Il problema è la sensazione di aver buttato via troppo:

troppe occasioni,troppe energie,troppo tempo.Come se il Pescara non fosse mai riuscito davvero a capire la gravità del momento fino a quando era ormai troppo tardi.Una lezione durissima.Forse questa retrocessione deve servire soprattutto a questo: a capire che non bastano i nomi, non bastano gli entusiasmi improvvisi, non bastano i proclami.

Servono idee.Servono equilibrio e lucidità.Serve costruire qualcosa che abbia fondamenta vere.

Perché il calcio, prima o poi, presenta sempre il conto.

E quest’anno il conto è stato durissimo. Ma adesso viene la parte più difficile

Perché retrocedere è doloroso.Ma ripartire lo è ancora di più.

Adesso bisognerà capire:chi vuole davvero restare

chi ha ancora voglia di lottare,chi sente davvero questa maglia

Perché la Serie C è una categoria che non perdona nessuno.

E uscirne non è mai semplice. L’unica certezza resta la gente

In mezzo a tutto questo, però, una cosa resta.La gente.

Quella che c’era prima.Quella che c’è stata durante.

E quella che continuerà a esserci anche adesso.

Perché certe categorie possono cambiare la classifica.

Non cambiano l’amore.

E adesso?

Adesso bisogna guardarsi dentro.Senza slogan.Senza illusioni.Senza scorciatoie.

Perché il Pescara oggi non ha bisogno di promesse.

Ha bisogno di verità.E forse, proprio da questa amarezza, dovrà ripartire tutto.

Sezione: Copertina / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 23:27
Autore: Antonio Iannucci
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