A volte meglio restare a metà, quando non puoi proprio emergere, così come giustamente molti allenatori predicano che è meglio pareggiarle certe gare che proprio non riesci a vincerle. A Pescara però le mezze misure non sono mai andate di moda, il pescarese medio è una sintesi di eccessi: dalla depressione assoluta alla convinzione che nessun traguardo è precluso, perchè NusemNu, come recita un motto dei tifosi biancazzurri. Lo si è visto con la rabbia distruttiva dopo la sentenza della retrocessione con lo Spezia, dopo che per due mesi molti galleggiavano sull'illusione che il Pescara fosse diventato una corazzata, inferiore solo al Venezia. Lo leggevamo su tanti post nei blog e nei forum, c'era più di qualcuno che faceva i conti per arrivare in zona playoff e poi magari vincerli pure. Perchè Insigne e Brugman sono un lusso in B. Invece plof, ultimo posto come per quasi tutta la stagione e ora va demolito tutto e si deve ripartire dall'Eccellenza, magari fallendo per non ritrovarsi più tra i piedi Daniele Sebastiani. Il quale dal canto suo, è davvero l'antitesi delle mezze misure: le colpe sono altrove, lui è un fenomeno da studiare alla Silicon Valley e se fosse per lui la serie B il Pescara la farebbe palleggiando di tacco. Invece la dura realtà è ben altra. gli errori gravi di valutazione sono stati fatti da entrambe le componenti: pubblico e società. Quest'ultima ovviamente con responsabilità ben più gravi perchè la squadra l'hanno allestita il presidente ed il direttore sportivo. Per ritrovare entusiasmo, lo abbiamo scritto e lo scrivono un pò tutti sarebbe auspicabile finalmente un cambio della guardia, una nuova dirigenza che sappia raccogliere i cocci e far accettare il ritorno a partite quasi parrocchiali per una piazza abituata a 40 anni di serie B. Farebbe bene anche al patròn Sebastiani staccare la spina, disintossicarsi per non affrontare un altra prevedibile stagione di insulti e minacce. Anche perchè ai suoi soliti proclami oramai non crede più nessuno, neppure le emittenti televisive locali. Però dubitiamo che lui voglia fare altro nella vita, almeno per ora, così come purtroppo in Abruzzo non vediamo all'orizzonte imprenditori appassionati che vedano nel Pescara un modo di restituire un pò delle loro fortune al territorio. Non ci sono un Renzo Rosso, un Marcello Cestaro nostrani e neppure uno Stirpe. Al Pescara ultimamaente si sono avvicinati per lo più avventurieri senza arte nè parte. In questi casi ci vorrebbe un'amministrazione locale capace di sollecitare e convogliare magari più candidati, ma abbiamo sentito invece il sindaco di Pescara chiedere a Sebastiani di costruire una squadra per tornare subito in B. Ma da dove nasce questa richiesta? Con le possibilità attuali e l'oramai totale disimpegno mentale dell'attuale presidente è già grasso che cola non avere penalizzazioni ed al massimo si potrà puntare a salvarsi in C, questa è la realtà con cui si deve fare i conti. La serie C, la bassa serie C rischia di essere la dimensione abituale per molti anni, come è successo anche in altre piazze addormentate, vedi Perugia, Novara, Ascoli, Livorno, Trieste. Come se ne viene fuori, allora? Tornando...alle mezze misure, appunto, da una parte e dall'altra. I tifosi e i pescaresi in genere debbono smetterla di guardare al futuro con lo specchietto retrovisore di un passato che per ora è fuori portata, dovranno smetterla di sentirsi superiori a prescindere rispetto a Pianese, Gubbio, Renate e di credere di poter vincere facilmente se il Pescara imbroccasse due vittorie di seguito. Sebastiani, da parte sua, dovrà fare uno sforzo enorme di comunicazione, mettendo da parte la solita arroganza di chi non deve rendere conto a nessuno, riconoscendo i suoi limiti ed i suoi enormi errori compiuti magati in buona fede, non sentendosi più il migliore, ma come hanno fatto ad esempio i presidenti di Reggiana e Spezia chiedere scusa alla piazza, promettere di fare il massimo per mantenere competitiva la squadra. Con quelle che sono le sue reali potenzialità. Appunto nel mezzo, accontentandosi per ora di quello che il convento può passare.
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