In sede di mercato estivo, all'arrivo del camerunense Frank Tsadjout dalla Cremonese (rigorosamente in prestito), il collega Pierpaolo Marchetti commentò nel modo più impeccabile e profetico. "Questo magari poi qui a Pescara spaccherà le reti- disse, quando la società lo spacciò per rinforzo di lusso- però se da anni i fatti dimostrano che hai urgenza di un attaccante vero, tu non vai a prendere per salvarti da matricola un giocatore che ha realizzato meno di 10 gol in sei esperienze in B e che spesso è stato fermo ai box per vari infortuni. Il rischio è che si ripeta la stessa esperienza di chi lo ha ingaggiato prima e restituito al mittente". Come volevasi dimostrare. A nessuno piace essere profeti di sventura, ma obiettivamente si trattava di un fallimento annunciato: fare affidamento su un rinforzo con tali precedenti per salvarsi si è rivelato un autolesionismo tafazziano. Tra l'altro il presidente Sebastiani vanta altri precedenti passati nelle recenti lotte salvezza in B, che avrebbero dovuto essergli da monito. Tra tutte il bulgaro Ivajilo Chochev, mai visto in campo e il difensore Antei ("in B ci gioca con la sigaretta in bocca", dichiarò) che era reduce da ben tra rotture ai legamenti e che, puntualmente, tornò in infermeria dopo un paio di apparizioni. Tsadjout oramai sembra percorrere lo stesso copione: fermo da tempo, recuperato per qualche apparizione senza gol nè sussulti, poi di nuovo fermo. Come non bastasse, aveva causato l'annullamento del gol di Meazzi contro il Padova, finendo goffamente e inutilmente in fuorigioco e ostacolando il portiere. L'azione non lo riguardava e la palla sarebbe entrata lo stesso, ma quella sentenza del Var rischia di costare carissima al Pescara, perchè poi arrivò il gol vittoria degli ospiti. Dopo l'ennesimo stop per recidiva, a gennaio c'era la possibilità di rispedirlo al mittente, cioè alla Cremonese, perchè completasse lì la riabilitazione, in modo anche di liberare un posto in rosa per un rinforzo finalmente affidabile in attacco. Macchè, dopo aver fatto pensare che lo avrebbe fatto, Sebastiani lo ha confermato, dichiarando che sarebbe stato pronto a breve per dare una mano nella rincorsa salvezza, mettendo invece fuori rosa il compagno di reparto Okwonkwo, sicuramente deludente fino ad allora, ma almeno fisicamente a posto. Non aggiungiamo altro, sapete benissimo come è proseguita la stucchevole telenovela: rientro in campo rimandato ogni settimana sine die, dopo tra l'altro beffardi e illusori proclami dello stesso giocatore, che forse non consultava i suoi sanitari. "Devo solo recuperare brillantezza ed esplosività", "aiuterò il Pescara nello sprint salvezza", proclamò a fine marzo Tsadjout in una intervista che a questo punto suona come una farsa. In realtà non sarà pronto neppure a Carrara e probabilmente a tre giornate dal termine non verrà più rischiato. Per fortuna che nel frattempo è esploso inaspettatamente Di Nardo, che risultava essere la terza scelta di mercato, arrivato in sordina come svincolato dal Campobasso, dove aveva raccolto più critiche che consensi e l'anno prima da una retrocessione in Eccellenza con la Pro Vasto. Però lui almeno era integro fisicamente e non aveva sparato promesse assurde. Speriamo che questa ennesima scommessa persa sia però di lezione e che soprattutto non risulti determinante (con Di Nardo diffidato) in un finale di stagione oltremodo complicato. Mai più dare le chiavi dell'attacco a giocatori che da tempo non trovano la serratura.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 10:35 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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