Probabilmente le persone vintage come il sottoscritto ricordano appena il motivetto basato su una comica telefonata tra una nobildonna toscana in vacanza ed il suo maggiordomo rimasto a vigilare sulla proprietà. Non volendo turbarla o allarmarla il domestico pensò bene di indorare la pillola e di rivelare solo un pò alla volta che in realtà la sua tenuta era andata a fuoco e non era rimasto gran che. "Tutto bene, madama la marchesa! potrebbe anche essere il refrain del post retrocessione (da ultimi) a Pescara. Dopo la comprensibile delusione, da quanto si legge su stampa e social sembra subentrata una soporifera rassegnazione, a parte sporadiche eccezioni vedi il coraggioso collega Pierpaolo Marchetti e pochi altri. Un campionato fallimentare, con vistose crepe già prima di iniziare e chiuso con la farsa di Padova appare già accettato come normale e in fondo logico. Si fanno paragoni con piazze simili come Taranto, Messina, Foggia, Treviso o Trieste e quindi in fondo la serie C può essere accettata, anzi quasi considerata un privilegio. Come qualunque valutazione, dipende dai punti di vista: ritornare nella mediocrità dopo un solo anno in questo modo, nonostante l'Adriatico sempre pieno di tifosi, per una piazza con ben 40 campionati di B alle spalle, no, non è motivo di vanto,ma anzi dovrebbe essere spunto di ampia riflessione, essendo tra l'altro la seconda penosa retrocessione in pochi anni di questa dirigenza. Macchè, a Pescara i giornali tornano a titolare con fantomatiche trattative di mercato, che vengono riproposte "copia e incolla" ogni estate come fumo negli occhi. Una su tutte Tesser in panchina, dimenticando che il bravissimo tecnico di Montebelluna ha già avuto una pessima impressione della nostra dirigenza, che voleva ingaggiarlo per un mese (!) con un'elemosina e non la mandò a dire. A Pescara non verrebbe mai e poi mai, con l'attuale società, nè il Pescara può permettersi il suo ingaggio. Addirittura a Pescara questa settimana a Daniele Sebastiani viene assegnato il prestigioso "Premio Zucchini", in onore del grande ex giocatore e dirigente biancazzurro. L'ineffabile organizzatore ha lodato il presidente per i suoi meriti manageriali e per i suoi risultati sportivi, facendolo ovviamente gongolare e convincere ancor di più di essere intoccabile. Una piazza autoreferenziale, verrebbe da dire, perchè altrove di certo non si attribuirebbero Master o lauree honoris causa a chi è reduce da un fragoroso capitombolo e da tante decisioni rivelatesi disastrosamente fallaci. A La Spezia e Reggio Emilia i presidenti si sono scusati coi tifosi per la retrocessione, riconoscendo i propri errori (in buona fede), nonostante mercati importanti, vedi quel Lapadula accostato per mesi al Pescara e mai arrivato ovviamente. I veri tifosi oramai disillusi da tempo si sono purtroppo resi conto che, con l'attuale dirigenza, la serie C, probabilmente una modesta serie C, è diventata la nuova dimensione del Pescara, come nei lontani anni '70 dell'altro secolo. Questa società, nonostante le reiterate (pure quelle) minacce di vendere e di lasciare il comando, non ha alcuna intenzione di mollare e farà cassa pure quest'estate, con una retrocessione alle spalle, investendo poi sui soliti sconosciuti, scommesse ripudiate altrove, giocatori pluri infortunati da recuperare. Film già visto e che si ripeterà, nessuno può convincerci del contrario, anzi questo clima soporifero agevolerà la solita manovra al ribasso. Di più, coi debito pesanti in bilancio e la necessità di fare margini sempre, questo Pescara non può sperare.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 20 maggio 2026 alle 21:21 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
vedi letture