Dopo l'umiliazione di Forlì sono arrivati i rinforzi, Sebastiani alza l'asticella e parla apertamente di un Pescara competitivo. Ora però viene la parte più difficile: trasformare i nomi in una squadra. Il mercato è finito. Le trattative, le indiscrezioni, i nomi accostati al Pescara e le corse dell'ultimo minuto possono finalmente lasciare spazio a ciò che conta davvero.
Il campo.
E da oggi cambia anche il modo in cui dovremo guardare questo Pescara. Perché se fino a pochi giorni fa si poteva discutere di una squadra incompleta, di qualche alternativa mancante e di un organico ancora da sistemare, adesso quella giustificazione non esiste più. La società ha fatto le sue scelte. Sono arrivati Giacomo Parigi, Vincenzo Fiorillo, Federico Nardin e Jacopo Sardo, mentre per Roberto Inglese, svincolato, è prevista la firma dopo l'accordo raggiunto nelle ultime ore. Il mancato tesseramento di Mangiapoco è stato invece rinviato per problemi legati ai tempi della documentazione.
Cinque operazioni che cambiano profondamente il peso della rosa. Ma soprattutto è cambiato qualcosa nelle parole della società.Daniele Sebastiani, chiuso il mercato, non si è nascosto: il Pescara ritiene di avere centrato i propri obiettivi e vuole essere competitivo per provare a vincere il campionato.
Parole importanti.E parole che inevitabilmente alzano l'asticella.
FORLÌ NON PUÒ ESSERE CANCELLATA DAL MERCATO
C'è però un errore che sarebbe pericoloso commettere: pensare che cinque acquisti possano cancellare con un colpo di spugna quello che abbiamo visto sabato sera.
Forlì-Pescara 6-3 resta lì.
Non tanto per il risultato, per quanto clamoroso, ma per il modo in cui è maturato.Il Pescara era passato in vantaggio, si è ritrovato sotto 3-1 e in dieci uomini, ha avuto una reazione straordinaria arrivando fino al 3-3 e poi si è nuovamente sgretolato nel finale, incassando altri tre gol.
Nove reti complessive in una partita.Sei nella porta biancazzurra.Una serata che lo stesso Buscè ha definito «umiliante», assumendosi le proprie responsabilità.E forse proprio da quella notte bisogna ripartire.Perché il mercato può aggiungere qualità, esperienza, centimetri, alternative e personalità.Ma non può comprare concentrazione.Non può comprare equilibrio.Non può impedire a una squadra di perdere completamente le distanze.
Quello è il lavoro che comincia adesso.
FIORILLO È MOLTO PIÙ DI UN PORTIERE
Il ritorno di Vincenzo Fiorillo probabilmente è l'operazione che meno ha bisogno di presentazioni.Conosce Pescara, conosce l'Adriatico, conosce la pressione di questa piazza.E soprattutto porta personalità.Dopo quanto accaduto a Forlì, avere nello spogliatoio uomini capaci di assumersi responsabilità nei momenti complicati può valere quasi quanto una parata.Fiorillo non arriva semplicemente per aumentare il numero dei portieri.Arriva per diventare uno dei riferimenti di questa squadra.
NARDIN: GIOVANE SÌ, MA NON PER FARE NUMERO
Poi c'è Federico Nardin.Classe 2007, capitano della Primavera della Roma, oltre cinquanta presenze nel massimo campionato giovanile e un percorso importante alle spalle nonostante l'età. È arrivato in prestito secco e potrebbe essere utilizzato già domenica. Diciannove anni possono sembrare pochissimi per una difesa chiamata a vincere un campionato di Serie C. Ma il punto è proprio questo. Nardin non deve essere considerato il ragazzino arrivato per completare numericamente il reparto.
Se è stato preso, deve poter giocare. E dopo i sei gol di Forlì nessuna gerarchia difensiva può essere considerata intoccabile.
SARDO PUÒ CAMBIARE IL CENTROCAMPO
Jacopo Sardo è forse l'acquisto tatticamente più interessante. Classe 2005, arriva in prestito dal Milan dopo una trattativa che si è sbloccata soltanto nelle ultimissime ore. È giovane, ma porta caratteristiche che possono dare qualcosa di diverso al centrocampo biancazzurro. Corsa, struttura, capacità di accompagnare l'azione. Buscè dovrà capire rapidamente dove collocarlo e soprattutto come far convivere le caratteristiche dei suoi centrocampisti.
Perché questo Pescara non ha bisogno soltanto di qualità. Ha bisogno di equilibrio. Ed è stata probabilmente la parola più assente nella notte di Forlì.
PARIGI E INGLESE: ADESSO DAVANTI C'È ABBONDANZA
È però in attacco che il Pescara cambia realmente dimensione. Giacomo Parigi era un obiettivo inseguito dall'inizio dell'estate ed è finalmente arrivato a titolo definitivo dal Latina. A lui si aggiunge Roberto Inglese.
Un nome che per la Serie C pesa. Esperienza, fisicità, conoscenza del calcio professionistico e una carriera trascorsa per buona parte a categorie superiori. L'attaccante ha scelto Pescara dopo avere declinato la proposta del Campobasso e la firma è prevista oggi.
Adesso Buscè avrà un problema che ogni allenatore vorrebbe avere: scegliere!
Ferraris, Parigi, Inglese e tutte le altre soluzioni offensive significano concorrenza. E la concorrenza, in una squadra che vuole stare davanti, non è un problema.
È una necessità.
MA C'È ANCHE UN PESCARA CHE DOVRÀ RESTARE FUORI
C'è poi una conseguenza meno appariscente del mercato. La rosa è diventata persino troppo numerosa rispetto ai posti disponibili nella lista: secondo quanto riportato oggi, il Pescara si trova con 25 giocatori rispetto ai 23 utilizzabili e saranno necessarie delle esclusioni, con Kraja e Cangiano indicati al momento tra i principali candidati. La decisione finale spetterà a Buscè.
E anche questa sarà una prova di gestione. Perché costruire una rosa forte non significa soltanto mettere insieme giocatori forti. Significa gestire chi gioca, chi va in panchina e persino chi rischia di rimanere fuori.
È qui che comincia davvero il lavoro dell'allenatore.
ADESSO BUSCÈ HA LA SUA SQUADRA
Ed eccoci al punto. Da oggi Antonio Buscè ha realmente il suo Pescara. Non quello del mercato ancora aperto. Non quello degli uomini che devono arrivare. Non quello delle caselle da riempire.
Questo. E proprio per questo il giudizio cambia.
La sconfitta di Forlì può ancora essere considerata un incidente terribile all'interno di una stagione appena cominciata. Dopo due giornate il Pescara ha tre punti: vittoria 2-0 con la Vis Pesaro e sconfitta 6-3 a Forlì. Domenica all'Adriatico arriverà il Ravenna. Siamo a settembre. Non c'è nulla di compromesso.Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerare Forlì soltanto una follia irripetibile e dimenticarla. Quella partita ha mostrato difetti sui quali Buscè dovrà lavorare. Il mercato gli ha fornito nuovi strumenti.Adesso spetta a lui utilizzarli.
PESCARA, ORA DEVI DIRCI CHI SEI
Forse è proprio questa la domanda più interessante all'alba del nuovo campionato.
Chi è davvero questo Pescara?
Quello autoritario visto all'esordio contro la Vis Pesaro?
Quello fragile e inspiegabile di Forlì?
Oppure una squadra ancora in costruzione che, con gli ultimi innesti, può diventare qualcosa di molto più importante?
La risposta non arriverà da un comunicato. Non arriverà dai nomi.E non arriverà dal mercato. Arriverà dall'Adriatico!
Il Pescara ha voluto una rosa competitiva. La società ha dichiarato di voler provare a vincere il campionato.
Benissimo.
È una dichiarazione ambiziosa, ed è giusto che una piazza come Pescara abbia ambizione.Ma da questo momento cambia tutto.Perché quando dici di voler vincere non puoi più nasconderti. La società ha fatto il mercato. Buscè ha gli uomini. I tifosi, come sempre, faranno la loro parte.
Adesso tocca al Pescara.
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