Il Pescara ha iniziato la stagione 2026-27 mostrando due volti completamente differenti. La vittoria per 2-0 contro la Vis Pesaro aveva restituito entusiasmo, qualità nel possesso e la sensazione di una squadra già vicina alle idee di Antonio Buscè. Il successivo 6-3 incassato sul campo del Forlì ha invece riportato alla luce fragilità difensive, cali di concentrazione e una condizione atletica ancora imperfetta.
Dopo due giornate i biancazzurri hanno conquistato tre punti, realizzando cinque reti e subendone sei. Numeri troppo limitati per emettere un verdetto, ma sufficienti per comprendere che la corsa verso la Serie B sarà più complicata di quanto suggerito dalla positiva serata dell’esordio.
La piazza si aspetta una stagione di vertice. Il Pescara è appena retrocesso dalla Serie B e non può considerare la terza serie come una dimensione ordinaria. La promozione rappresenta quindi il grande obiettivo, anche se società e allenatore hanno scelto di evitare dichiarazioni eccessivamente esplicite.
La promozione diretta resta l’obiettivo, ma non è un diritto
Antonio Buscè ha parlato di un campionato “all’altezza della piazza”, una formula prudente che contiene comunque un messaggio evidente. Il Pescara deve lottare nelle prime posizioni e provare a rientrare immediatamente in Serie B. Partecipare ai playoff non può essere considerato l’obiettivo massimo, ma soltanto la soglia minima per una squadra con storia, pubblico e potenzialità superiori alla media della categoria.
Il Girone B, tuttavia, presenta diverse avversarie attrezzate. Spezia e Reggiana vengono indicate tra le principali favorite, mentre Ravenna, Perugia e Campobasso possiedono organici in grado di inserirsi nella lotta di vertice. Lo stesso Filippo Pellacani aveva indicato Spezia e Reggiana come squadre da battere, collocando il Ravenna immediatamente alle loro spalle.
Il mercato ha comunque aumentato le ambizioni del Delfino. Giacomo Parigi è stato acquistato dal Latina per 350 mila euro e ha firmato un contratto biennale. Il ritorno di Vincenzo Fiorillo aggiunge esperienza e personalità tra i pali, mentre la possibile firma di Roberto Inglese completerebbe ulteriormente l’attacco.
Parigi può garantire i gol mancati nelle prime partite, durante le quali Buscè ha dovuto adattare Merola nel ruolo di centravanti. Fiorillo, invece, dovrà dare sicurezza a una difesa scossa dagli errori commessi a Forlì. Entrambi gli accordi sono stati definiti e l’attaccante potrebbe debuttare contro il Ravenna.
La promozione diretta resta quindi un traguardo credibile, ma non può essere considerata automatica. Il Pescara ha cambiato allenatore, diversi titolari e buona parte della propria struttura tecnica. Buscè deve creare un’identità nuova, integrare gli ultimi acquisti e recuperare giocatori arrivati in ritardo o frenati dagli infortuni.
Il vero traguardo è diventare una squadra affidabile
La partita di Forlì ha mostrato che il problema principale non riguarda il talento. Il Pescara ha segnato tre reti ed è riuscito a rimontare dal 3-1 al 3-3 nonostante l’inferiorità numerica. La qualità offensiva esiste, così come la capacità di produrre gioco e occasioni.
Ciò che manca è la continuità all’interno della stessa partita. Dopo il vantaggio di Meazzi, i biancazzurri hanno subito tre gol in pochi minuti. Nel finale, una volta completata la rimonta, hanno nuovamente perso distanze e concentrazione, permettendo al Forlì di dilagare.
Buscè ha parlato di “15 minuti di pura follia”, sottolineando un deficit fisico e una scarsa cattiveria agonistica. L’allenatore ha inoltre evidenziato come molte situazioni negative siano state create dagli stessi errori del Pescara. L’analisi riportata da Rete8 indica centrocampo e tenuta difensiva come le aree sulle quali intervenire immediatamente.
Per competere con Spezia e Reggiana, il Pescara dovrà imparare a vincere anche le partite meno brillanti. In Serie C non basta esprimere un calcio offensivo: servono attenzione sui calci piazzati, capacità di gestire il vantaggio e solidità nelle trasferte più difficili.
L’Adriatico dovrà diventare il principale punto di forza. La squadra ha bisogno di costruire continuità davanti al proprio pubblico e di trasformare l’entusiasmo della piazza in energia positiva. Allo stesso tempo, sarà fondamentale evitare che la pressione della promozione immediata condizioni i giovani e renda ogni risultato negativo una crisi.
La stagione del Pescara non è stata compromessa da una singola sconfitta, per quanto pesante. Il 6-3 di Forlì deve però diventare un avvertimento. Se Buscè riuscirà a trovare equilibrio, recuperare Eletu e Altare, integrare Parigi e sfruttare la leadership di Fiorillo, il Delfino potrà restare nella corsa per il primo posto.
L’obiettivo realistico è arrivare alla fase decisiva del campionato all’interno del gruppo che lotta per la promozione diretta. Soltanto allora sarà possibile capire se il Pescara possiede la maturità necessaria per vincere il girone oppure se dovrà affidarsi ancora una volta ai playoff. La qualità per provarci esiste; ora servono continuità, carattere e affidabilità.
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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