Secoli fa un Pescara-Sambenedettese avrebbe riempito lo stadio. fatto parlare per settimane i tifosi e lasciato strascichi per mesi. Ma erano i tempi in cui le due squadre provinciali si misuravano in serie B, in gare che venivano accolte come derby accesissimi per la supremazia stagionale e con le due piazze sostenute da un entusiasmo genuino. Oggi, dopo 18 anni in cui la dimensione del Pescara era decisamente superiore e i marchigiani sono invece dovuto ripartire dall'Eccellenza, tra fallimenti e gestioni discutibili, questa gara non era attesa proprio da nessuno, anzi appare un segnale di declino ed averla persa fa male, ma non più di altre delusioni accumulate di recente. Rappresenta però un forte campanello di allarme, così come le parole di mister Buscè a fine gara, che ha lamentato di avere un attacco under size e quindi non in grado di giocare se non palla a terra, con un basso potenziale. "C'è una cappa di negatività attorno, la squadra rischi di deprimersi". Questa ultima dichiarazione preoccupa ancora di più, ma è la logica conseguenza delle delusioni di cui sopra e di un mercato finora inadeguato per poter promettere una stagione di vertice. La Sambenedettese, così come l'Avezzano, non sono sicuramente corazzate e il Pescara non ha segnato lo straccio di un gol, rivelandosi evanescente e poco pericolosa, oltre che come al soiito fragile e distratta. Occorre quindi fare un intervento massiccio in chiusura di mercato, un colpo di reni non basato su svincolati, giocatori da recuperare fisicamente, ragazzini imberbi da svezzare e rivendere. Un mercato responsabile e con soldi veri. Ma ci crediamo poco, Verratti non interverrà più a dare una mano, anche perchè l'anno scorso fu più un gesto di riconoscenza verso Sebastiani, che consegnandolo al PSG gli cambiò la vita, evitando che il suo successo fosse di breve respiro come per altri talenti come ad esempio Dalla Monache (finito al Pineto), Del Sole o Arena. La fiche di Verratti (controgarantita da azioni, per cui recuperabile in caso di passaggio quote) è stato solo un salvagente che ha permesso di iscriversi in B senza patemi, ma è già chiaro che non avrà un seguito e non rappresenta una volontà di rilanciare la società che lo ha cresciuto. Quei soldi veri, perciò, il presidente dovrà recuperarli dalle asfittiche cassa o dalla cessione con pretese abbassate di Di Nardo e, forse, anche di Merola (Cesena), Meazzi e Ferraris. Questo organico, così com'è, non regge l'urto e in panchina non ha neppure ricambi all'altezza. Mister Buscè lo sa bene e non ha taciuto l'insoddisfazione, cercando allo stesso tempo di non farne un alibi, perchè sa altrettanto bene che se la squadra si impantana subito, la piazza porterà ulteriori recriminazioni e negatività e il suo compito sarà quasi impossibile. L'alternativa? Parlare chiaro e ridimensionare le attese, confessare che oggi più che un onesto campionato per salvare la pellaccia questa società non è in grado di promettere. Il tutto senza scaricare colpe e responsabilità, che poi è il giochino arrogante che ha avvelenato di più l'ambiente.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 17 agosto 2026 alle 08:12 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.