La sconfitta per 6-3 sul campo del Forlì non può essere archiviata come una semplice giornata negativa. Il Pescara è passato in vantaggio, ha incassato tre reti in pochi minuti, è rimasto in inferiorità numerica e ha trovato la forza per risalire fino al 3-3. Quando l’impresa sembrava possibile, però, la squadra si è nuovamente disunita, subendo altri tre gol nel finale.

Una partita paradossale, nella quale il Delfino ha mostrato contemporaneamente carattere e fragilità, capacità di reazione e preoccupanti blackout. Gli errori individuali hanno avuto un peso enorme, ma la frequenza con la quale il Forlì è riuscito ad arrivare alla conclusione suggerisce l’esistenza di problemi più profondi.

Dal vantaggio al 3-1: il Pescara si spegne in pochi minuti

Antonio Buscè schiera inizialmente il Pescara con il 4-3-2-1. Saio difende la porta alle spalle di Donati, Pellacani, Capellini e Motta. Valzania, Guccione e Meazzi compongono il centrocampo, mentre Vitali e D’Ausilio si muovono dietro a Merola.

L’avvio sembra confermare le indicazioni positive emerse nella vittoria contro la Vis Pesaro. Il Pescara prova a governare il pallone e al 14’ passa in vantaggio. Veliaj commette un grave errore lasciando la porta sguarnita e Meazzi ne approfitta, firmando lo 0-1.

La partita cambia completamente nel giro di pochi minuti. Al 16’ Munaretti anticipa la difesa biancazzurra sugli sviluppi di un calcio d’angolo e pareggia di testa. La marcatura a zona del Pescara si dimostra ancora una volta vulnerabile, con i difensori fermi e incapaci di seguire l’inserimento.

Al 20’ arriva il sorpasso. Su un pallone giocato in profondità, Saio sbaglia la valutazione dell’uscita e non controlla la sfera. Petrelli raccoglie il regalo e deposita in rete il 2-1. Passano appena quattro minuti e il Forlì colpisce nuovamente: il Pescara perde il pallone durante l’impostazione, Valzania interviene a vuoto e Macrì trova il diagonale del 3-1.

Tre reti incassate tra il 16’ e il 24’, tutte differenti nello sviluppo ma accomunate dalla stessa mancanza di attenzione. Prima una palla inattiva, poi un errore del portiere e infine una perdita in costruzione. Il Pescara non riesce mai a rallentare la partita, ricompattarsi o interrompere il momento favorevole degli avversari.

Al 33’ il quadro peggiora ulteriormente. Pellacani colpisce Petrelli con una manata e, dopo la revisione richiesta tramite Football Video Support, viene espulso. Il capitano riconoscerà nel dopogara la correttezza della decisione, chiedendo scusa e parlando apertamente di una prestazione della quale vergognarsi.

Dal miracolo del 3-3 al secondo crollo

Buscè prova a ricostruire la squadra inserendo Milan per Vitali. Nell’intervallo arrivano anche Ferraris ed Erradi al posto di Merola e D’Ausilio. Le sostituzioni portano maggiore energia e permettono al Pescara di reagire nonostante l’uomo in meno.

Al 66’ Ferraris sfrutta un’uscita difettosa di Veliaj sugli sviluppi di un calcio d’angolo e realizza il 3-2. Successivamente un tiro di Milan viene intercettato con un braccio da Rosetti. Dopo la revisione, l’arbitro assegna il rigore e Guccione non sbaglia: al 78’ il Pescara completa una rimonta che sembrava impossibile.

Proprio nel momento in cui servirebbero lucidità e gestione, però, la squadra perde nuovamente equilibrio. Il Forlì ricomincia ad attaccare e all’87’ Coveri sfrutta una difesa troppo passiva per firmare il 4-3. Nel lungo recupero Petrelli trasforma un rigore e completa successivamente la propria tripletta, approfittando di un’altra incertezza di Saio. Il tabellino ufficiale di Forlì-Pescara

L’inferiorità numerica spiega parte delle difficoltà, ma non può giustificare tutto. Al momento dell’espulsione di Pellacani il Pescara era già sotto 3-1. Dopo il pareggio, inoltre, sarebbe stato necessario abbassare il ritmo e proteggere il risultato, invece di continuare a concedere campo aperto.

Buscè ha individuato nella disattenzione la principale condanna della squadra, ammettendo di non riuscire a spiegare quanto accaduto. Il tecnico ha parlato di episodi creati dagli stessi biancazzurri e di un secondo segmento di pura follia dopo la rimonta. Le dichiarazioni di Buscè

Il 6-3 di Forlì evidenzia la necessità di intervenire sul mercato, ma non sarà sufficiente acquistare nuovi giocatori. Il Pescara deve ritrovare distanze, cattiveria agonistica e capacità di leggere i momenti della partita. La reazione in dieci dimostra che la squadra possiede qualità e orgoglio. I due blackout, però, rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Sezione: News / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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