Il futuro di Luca Valzania rappresenta uno degli ultimi nodi del mercato del Pescara. Il centrocampista è considerato un elemento fondamentale da Antonio Buscè e dalla società, ma l’interesse del Catanzaro non è definitivamente tramontato. La disastrosa sconfitta per 6-3 contro il Forlì ha inoltre riaperto il dibattito sulla composizione e sull’equilibrio della mediana biancazzurra.

Valzania era partito titolare al Morgagni insieme a Filippo Guccione e Lorenzo Meazzi. Il reparto, però, non è riuscito a proteggere adeguatamente la difesa, soprattutto durante il primo tempo. Dopo il vantaggio pescarese, il Forlì ha segnato tre volte in otto minuti, trovando spazi troppo ampi tra centrocampo e retroguardia.

La sua prestazione è stata giudicata insufficiente: lento nelle coperture, spesso in ritardo e poco incisivo nei contrasti. Bisogna comunque considerare che aveva svolto alcuni giorni di lavoro differenziato prima della gara. Anche l’espulsione di Pellacani ha complicato ulteriormente la gestione degli equilibri. Attribuire al solo Valzania le responsabilità del crollo sarebbe quindi ingeneroso, ma la partita ha evidenziato quanto il Pescara abbia bisogno di ritrovare la sua versione migliore.

Valzania deve fare la mezzala, non risolvere ogni problema

Il principale errore sarebbe chiedere a Valzania di interpretare contemporaneamente il ruolo di regista, incontrista e incursore. Il classe 1996 offre il rendimento migliore quando può giocare da mezzala, sfruttando struttura fisica, corsa e capacità di accompagnare l’azione offensiva. Non è invece un mediano chiamato a presidiare da solo lo spazio davanti ai centrali.

Nel 4-3-2-1 di Buscè, Guccione può occuparsi della costruzione, mentre Valzania dovrebbe avere maggiore libertà di movimento. Perché questo meccanismo funzioni, serve però un terzo centrocampista dinamico e attento alle coperture. A Forlì la contemporanea presenza di diversi giocatori portati a costruire ha reso la squadra vulnerabile nelle transizioni.

Il rientro a pieno regime di Bilal Erradi e il progressivo inserimento di Eletu potrebbero offrire maggiore atletismo. Anche Kraja, Gatto e Graziani rappresentano alternative, ma il Pescara deve individuare rapidamente la combinazione più equilibrata. La soluzione non consiste necessariamente nel rinunciare a Valzania, bensì nel collocarlo nelle condizioni ideali per valorizzarne le caratteristiche.

L’ex Cremonese resta uno dei pochi elementi della rosa capaci di unire esperienza, personalità e conoscenza della categoria. Tornato a titolo definitivo nell’agosto 2024, ha avuto un ruolo importante nella precedente promozione e possiede un legame evidente con l’ambiente biancazzurro. Il club lo considera anche uno dei principali candidati alla fascia di capitano.

Il Catanzaro resta alla finestra: il Pescara deve decidere

Valzania è legato al Pescara fino al 30 giugno 2027. La società avrebbe iniziato a valutare un possibile prolungamento, ma contemporaneamente deve fare i conti con l’interesse del Catanzaro. Il tecnico giallorosso Giorgio Gorgone conosce bene il centrocampista e lo considera un profilo adatto per rinforzare il reparto.

Secondo gli ultimi aggiornamenti provenienti da Catanzaro, l’interesse rimane concreto, ma non si sono ancora registrati passi decisivi verso la conclusione dell’affare. Valzania è ancora nella lista del club calabrese, precisando però che manca l’accelerazione necessaria.

La posizione del Pescara appare chiara: il giocatore non è stato messo sul mercato e potrebbe partire soltanto davanti a una proposta ritenuta irrinunciabile. Il direttore sportivo Pasquale Foggia starebbe lavorando al rinnovo, mantenendo comunque sotto osservazione eventuali sostituti. 

Cedere Valzania dopo la disfatta di Forlì sarebbe una decisione particolarmente delicata. Il Pescara perderebbe un centrocampista di struttura proprio nel momento in cui il campo ha mostrato la necessità di aumentare solidità ed esperienza. Dall’altra parte, un’offerta importante permetterebbe di finanziare nuovi interventi, ma obbligherebbe Foggia a trovare immediatamente un sostituto dello stesso livello.

La permanenza rimane lo scenario più coerente. Valzania, tuttavia, dovrà ritrovare rapidamente condizione, intensità e continuità. Il nuovo Pescara può ancora costruire il proprio centrocampo intorno a lui, purché non gli venga affidato il compito impossibile di compensare da solo ogni squilibrio tattico. Dopo il 6-3 di Forlì, la priorità non è individuare un colpevole, ma creare una mediana finalmente complementare.

Sezione: News / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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