Se ci fosse da affrontare la serie B saremmo con le mani sui capelli: siamo a fine luglio, cioè a poco più di un mese dall'inizio della stagione e mister Buscè, all'esordio, ha ben poche certezze ed una rosa nettamente ridimensionata. Siccome la nuova dimensione del Pescara purtroppo non è più quella, ci si può aggrappare a più di qualche prospettiva incoraggiante e ritenere che la squadra che avrà a disposizione a fine ritiro potrebbe risultare addirittura competitiva. Persi Brugman, Insigne, Acampora, Gravillon, Oliveri, Cagnano, Olzer, Berardi e Desplanches, oggettivamente fuori portata per la C e per il budget biancazzurro, si sta tentando di puntellare i reparti sguarniti con acquisti di categoria e Donati ad esempio lo è. Rispetto all'anno scorso per lo meno la squadra si allena in quota e su un campo attrezzato e un'intelaiatura ce l'ha, mentre dodici mesi fa era chiaro che il gruppo a disposizione di mister Vivarini era precario e senza logica, tanto è vero che di quella rosa iniziale poi ne restarono appena in sette ed uno di questi era Tsadjout che fu una inutile comparsa. A tal proposito l'abbaglio lo ha preso (e grosso) pure il Vicenza che, incurante delle catastrofiche recensioni delle ultime stagioni, lo ha acquistato dalla Cremonese e stipulato un biennale con l'italo-camerunense, col risultato che dopo appena 22 minuti della prima amichevole si è nuovamente infortunato seriamente, come era d'abitudine a Pescara. Resta un mistero come alcuni profili possano avere comunque sempre mercato in Italia. Tornando all'attualità biancazzurra, lo zoccolo duro dicevamo ci sarebbe, coi rientri di elementi come Ferraris e Cangiano, oltre alle importanti conferme degli esperti Faraoni, Letizia, Merola e Valzania. Se Pellacani sarà finalmente in grado di dare un minimo di affidabilità fisica, questa rosa non sarebbe da buttare, nonostante i probabili addii di Bettella, Meazzi e Di Nardo che probabilmente lasceranno in anticipo Campo di Giove. Non ci esprimiamo su Troiano, Valori ed Erradi che, sinceramente, hanno l'aria di essere scommesse da valorizzare e poi vendere come piace al patròn Sebastiani, ma il resto del lotto può essere un buon punto di partenza. A patto però che sia corroborato da almeno quattro acquisti di spessore in tutti i reparti. In porta, intanto, Saio è pure lui sul mercato e non ha neppure un valido sostituto per ora, nel caso dovesse restare. La difesa più battuta dei professionisti negli ultimi 5 anni deve trovare un centrale sano ed affidabile, oltre ad un buon braccetto sulla destra. L'ex Martella sarebbe ottimo e si è pure offerto e non capiamo il traccheggiamento della società, visto che è svincolato e chiede il giusto. A centrocampo, se si perde Meazzi, ci vogliono un play ed un incontrista; l'ottimo Guccione sono giorni che deve essere annunciato. Ma è soprattutto davanti che va fatto qualcosa di importante, non giocando al risparmio come nelle ultime stagioni. I soldi incassati per le cessioni di Olzer e Berardi, oltre alla plusvalenza su Di Nardo (inferiore ai sogni del patròn, però) dovrebbero permettere di osare e non di speculare su ripieghi. Sembra in partenza anche Tonin, per cui si rischia di affrontare con le fionde una stagione che ha l'obbligo del riscatto e che deve essere da protagonista: il Pescara non è certo la Spagna che può schierare il "falso nueve" e sopperire con una partecipazione corale di qualità al gioco offensivo. Ma Sebastiani raramente ha reinvestito i profitti. Martedì 29 luglio intanto sapremo la composizione del girone in cui verrà inserito il Pescara, ma anche se lo Spezia dovesse migrare in quello settentrionale sono almeno sei, le squadre attualmente più attrezzate di quella biancazzurra. Insomma, al di là delle giuste esigenze di mister Buscè, che deve plasmare gioco e schemi sulle caratteristiche dell'organico che avrà a disposizione, non ci si può più permettere di scherzare col fuoco e di partire col freno a mano tirato e troppe incognite. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 20:14 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.