La pesante sconfitta per 6-3 sul campo del Forlì produce una conseguenza immediata sul mercato del Pescara. La società biancazzurra ha raggiunto l’accordo per riportare Vincenzo Fiorillo sulle rive dell’Adriatico, affidando a un portiere esperto e profondamente legato alla piazza il compito di stabilizzare un reparto apparso estremamente fragile.

Fiorillo, 36 anni, dovrebbe lasciare la Carrarese e firmare un contratto biennale. L’intesa è stata raggiunta, anche se si attende la formalizzazione dell’operazione. Per il portiere genovese si tratta di un ritorno dal forte valore tecnico ed emotivo: con 224 presenze complessive è l’estremo difensore più utilizzato nella storia del Pescara.

Gli errori di Forlì accelerano la rivoluzione

Ivan Saio era stato scelto come titolare per la nuova stagione, ma la partita del Morgagni ha evidenziato insicurezze difficili da ignorare. Il Pescara era passato in vantaggio al 14’ grazie a Meazzi, prima di subire tre reti nel giro di pochi minuti.

Sul gol del 2-1, Saio valuta male un pallone giocato in profondità e non riesce a controllarlo, permettendo a Petrelli di depositare comodamente in rete. Anche nel finale, quando il Pescara crolla nuovamente dopo aver rimontato in dieci uomini fino al 3-3, il portiere appare incerto.

Attribuire a Saio tutta la responsabilità del 6-3 sarebbe però ingiusto. La difesa perde le marcature sui calci piazzati, il centrocampo protegge poco e la squadra commette numerosi errori durante la costruzione. L’espulsione di Pellacani e la passività mostrata sul gol di Coveri completano il quadro di una prestazione collettiva insufficiente.

Le incertezze del portiere hanno comunque aumentato la sensazione di vulnerabilità. In un campionato come la Serie C, dove molte partite vengono decise da episodi, palle inattive e duelli fisici, la sicurezza tra i pali rappresenta una condizione fondamentale.

La società stava già valutando il ritorno di Fiorillo, ma quanto accaduto a Forlì ha reso l’intervento urgente. Sebastiani e Foggia hanno scelto un profilo che non avrà bisogno di adattarsi alla pressione dell’Adriatico e alle aspettative della tifoseria.

Fiorillo porta esperienza, leadership e identità

Fiorillo ha difeso la porta del Pescara dal 2014 al 2021, diventando uno dei simboli del club. Ha attraversato stagioni molto differenti, vissuto la promozione in Serie A e indossato anche la fascia da capitano. Il suo legame con l’ambiente è rimasto forte anche dopo la partenza.

Durante l’estate il portiere aveva manifestato pubblicamente il desiderio di tornare, spiegando di sentirsi ancora in ottime condizioni e fortemente motivato. La trattativa ha trovato l’accelerazione decisiva dopo la seconda giornata di campionato: Fiorillo dovrebbe firmare un biennale e lasciare la Carrarese. I dettagli dell’accordo

Il suo contributo non dovrà limitarsi alle parate. Buscè avrà a disposizione una personalità capace di guidare una linea difensiva composta anche da elementi giovani, organizzare le marcature e intervenire nei momenti di difficoltà. La conoscenza della piazza permetterà inoltre a Fiorillo di assorbire una parte della pressione generata dal crollo di Forlì.

Resta da definire il futuro di Saio, legato al Pescara fino al giugno 2027. Dopo il mancato accordo per il rinnovo e l’arrivo di Fiorillo, la soluzione più probabile appare una cessione che consenta al portiere di trovare continuità e alla società di non perdere valore economico. Anche Ujkaj rimane a disposizione e dovrà essere collocato nelle nuove gerarchie.

Il ritorno di Fiorillo può restituire sicurezza, ma non risolverà automaticamente tutti i problemi. Il Pescara dovrà lavorare sulle distanze, sulla protezione del centrocampo e sulla concentrazione difensiva. La scelta del recordman rappresenta però una risposta forte: dopo l’incubo di Forlì, il Delfino riparte da uno dei portieri più identificati con la propria storia.

Sezione: News / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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