Ci secca avere ragione, in certe circostanze, passare per la Cassandra delle disgrazie biancazzurre e ribadire "noi lo avevamo detto". Però questa Waterloo di Forlì non può essere bollata come una giornata sfortunata, frutto di una serie straordinaria di errori irripetibili. Non ci eravamo affatto illusi, dopo la facile vittoria all'esordio in campionato, contro una Vis Pesaro che molto probabilmente lotterà per salvarsi e farà pure fatica, perchè già dalle amichevoli estive era evidente la fragilità emotiva e fisica del Pescara. Incerto sulle palle inattive, senza un vero leader e con poche reali soluzioni offensive, oltre al fraseggio nello stretto. Questa squadra, poi, non ha neppure il carattere di quella non certo eccelsa tecnicamente che Baldini trasformò in un gruppo coeso e per di più non ha un portiere come Plizzari, capace di salvare la baracca nelle gare complicate. Il mercato estivo si è rivelato fruttuoso solo per le casse societarie e per le squadre che hanno attinto alla rosa biancazzurra, basti ricordare i gol all'esordio con le nuove maglie di Olzer e Di Nardo. I nuovi arrivi, salvo rare eccezioni, non sono ancora pronti e in tutti i settori emergono carenze tecniche imbarazzanti. L'imbarcata di Forlì, che non si vedeva in C dai tempi in cui lo stadio era il Rampigna e l'orrenda figuraccia in amichevole contro l'Avezzano (0-5) dimostrano che caratterialmente questo gruppo deve strutturarsi ancora e che mister Buscè finora non ha saputo toccare le corde giuste. Siamo ad inizio stagione e c'è tempo per rimediare, ma questi segnali debbono scuotere staff e giocatori. Non vanno ridimensionati, magari consolandosi col fatto che le ben più accreditate Catania e Bari stanno faticando pure loro in questo avvio. Questa è la serie C, lo si sapeva e per primeggiare, come hanno dichiarato più volte Sebastiani e Foggia, non bastano le chiacchiere autoreferenziali o le buone intenzioni, anzi queste fanno imbestialire i tifosi. Specie quelli che si sono sorbiti 250 chilometri per assistere alla sconfitta tennistica di ieri sera. O hai uno squadrone come ad esempio il Vicenza dell'anno scorso o devi sopperire con gente giusta al posto giusto, soprattutto sana fisicamente, come l'Entella di due stagioni fa. Il Pescara non è nè l'una nè l'altra cosa. Ad esempio avevamo sottolineato l'enorme rischio di puntare ancora su Pellacani nel delicato ruolo dei centrale: un giocatore reduce da un anno di stop e che aveva giocato ad intermittenza per guai fisici pure prima. Uscito Bettella lo si è sostituito con Altare, che ha gli stessi rischi ed infatti sarà ancora ai box fino a metà settembre. "In quel ruolo abbiamo anche Letizia, che si può adattare", sentenziò una settimana fa il presidente Sebastiani. Si è visto, purtroppo, che è adattato e lo stesso Buscè ha messo in guardia sull'utilizzo frequente di un giocatore non proprio giovanissimo in un ruolo usurante. Capellini purtroppo non dà garanzie, specie sulle palle alte, ma col Ravenna sarà l'unico di ruolo, visto che Pellacani si è fatto espellere a Forlì. Se è vero che manca una vera punta, almeno fino al termine della stucchevole telenovela Parigi, la voragine vera è dietro. Perchè non è detto che se ti chiami Pescara le avversarie in C non oseranno tirarti in porta o metterti alla prova. Con un portiere come Saio, inadeguato a questi livelli, e con una difesa lenta e rabberciata puoi perdere ovunque. Anche contro la Vis Pesaro, che ha passato la metacampo due volte ed ha preso un palo clamoroso sullo 0-0. Se avesse segnato lì non siamo così certi che la gara avrebbe avuto lo stesso copione. Pare sia in arrivo l'ex Fiorillo, secondo portiere a Carrara che si è pure offerto: sarebbe un'ottima chioccia per Saio, che più volte sarebbe dovuto partire perchè non convinceva appieno, ma che è rimasto per la lentezza operativa del mercato in entrata. Il Pescara ha incassato finora quasi 6 milioni dalle cessioni, ma praticamente non ha investito nulla, attendendo come al solito le ultime grida prima del gong finale, col rischio di trovarsi con ripieghi e scarti. La vittoria iniziale ha fatto poi credere che non ci fosse fretta, invece tra lunedì e martedì bisognerà quagliare. Parigi e Inglese sistemerebbero le carenze offensive, permettendo finalmente di giocare sulle fasce e di sfruttare l'abbondanza di esterni, ma appunto ci aspettiamo innesti di peso (sani) soprattutto in difesa e pure un'alternativa alla regia di Valzania. Non basterà comunque per diventare il Vicenza del girone B, anzi lo ribadiamo mettendoci la faccia per noi questo Pescara non vale le prime cinque piazze, ma almeno si eviteranno ulteriori figuracce. Che questa piazza proprio non merita.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 16:13 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.