Gaston Brugman ha rappresentato un gradito ritorno in Abruzzo durante la stagione 2025/2026, totalizzando con la maglia del Pescara 17 partite 1 gol e 2 assist. Ad ora il classe 1992 è nella lista degli svincolati, e da settimane si parla di un tira e molla riguardo un suo rinnovo contrattuale con i biancazzurri.

Sirene da campionati superiori

Sicuramente un elemento che ha fatto pesantemente tentennare il centrocampista è stato rappresentato dalle costanti sirene dalla Serie B, infatti ad ora sembrano interessate all'uruguagio squadre come Empoli e Modena. Dopotutto un giocatore con una tale grande esperienza, soprattutto se a parametro 0, fa innegabilmente gola a molti club, nonostante la scarsa futuribilità del profilo dato che a settembre gli anni per lui saranno 34.

I tempi si fanno stretti

Mi sono però posto una domanda: dato per assodato il valore del calciatore, soprattutto per un campionato di Serie C, conviene ancora spendere tempo per corteggiare un giocatore che considera la tua squadra come ultima spiaggia? Insomma, una situazione da un certo punto di vista simile a quella di Lorenzo Insigne, il quale ha lasciato speranze anche dopo la retrocessione, aveva detto "In Serie B solo con il Pescara" lasciando aperte le porte alla permanenza per poi firmare con la Sampdoria pochi giorni dopo.

Si vengono a scontrare due esigenze contrastanti: da una parte il desiderio ed il bisogno di (ri)avere Brugman per tentare una risalita immediata in Serie B, dall'altra invece ci si trova a pochi giorni dal ritiro, con il tempo che stringe, senza un giocatore di livello in un ruolo determinante per la squadra. La palla ora, e a stretto giro, passa a Brugman, il quale dovrà comunque sciogliere le riserve. Aspettare ad oltranza non converrebbe ad alcuno, e si rischierebbe ti trasformare un win-to-win in un lose-to-lose.

Il mercato non aspetta, Christian Langella  e Simone Panada neanche, tanto meno deve aspettare Buscè.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 10:20
Davor Milito
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Mi chiamo Davor Milito, sono nato a Como nel 1984 e ho trascorso buona parte della mia vita professionale immerso nel mondo del calcio. Ho lavorato come scout e intermediario, esperienze che mi hanno permesso di osservare il gioco con occhi diversi, ovvero quelli di chi valuta il talento sul campo e conosce i meccanismi che muovono il mercato. La tattica e l'analisi dei calciatori sono le mie vere passioni: mi piace andare oltre i risultati, capire i movimenti, le scelte, le dinamiche di una squadra. A questo affianco un interesse costante per il calciomercato, un mondo che ho imparato a conoscere dall'interno. Oggi condivido le mie analisi e i miei punti di vista anche attraverso il mio canale YouTube “Davor Milito”, dove racconto il calcio con la stessa curiosità e lo stesso rigore che metto in ogni articolo che scrivo.