L’impatto di Davide Bettella con la maglia del Pescara è stato immediato. Arrivato per dare solidità e personalità al reparto arretrato, il difensore padovano si è preso subito una maglia da titolare, diventando in poche settimane un punto fermo dello scacchiere biancazzurro.

Da quando è approdato in Abruzzo ha saltato soltanto la sfida contro il Catanzaro per squalifica; per il resto, quattro presenze consecutive dal primo minuto senza mai lasciare il campo. Un dato che testimonia la fiducia totale dello staff tecnico nei suoi confronti.

Eppure, nonostante la sua continuità e un rendimento individuale complessivamente positivo, i problemi difensivi del Delfino restano evidenti.

Numeri che pesano: una fragilità strutturale

Le statistiche parlano chiaro: 51 reti incassate in 26 partite rappresentano un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Anche limitando l’analisi alle gare disputate con Bettella in campo dal primo minuto — contro Mantova 1911, AC Cesena, US Avellino 1912 e Venezia FC — il bilancio è di 7 gol subiti in 4 incontri.

L’unica eccezione resta il successo esterno di misura ad Avellino (1-0), unica gara chiusa senza incassare reti in questo parziale. Un segnale che dimostra come la solidità sia possibile, ma ancora troppo intermittente per garantire continuità.

Il problema, infatti, non sembra legato al rendimento del singolo, bensì a una fase difensiva collettiva che fatica a trovare equilibrio.

Venezia specchio delle difficoltà: troppi spazi e marcature saltate

Anche nella trasferta in laguna, il Pescara ha concesso diverse opportunità agli avversari. I primi due gol subiti sono l’emblema delle difficoltà strutturali: linea difensiva disordinata, distanze tra i reparti non rispettate e più uomini fuori posizione al momento decisivo.

Quando la squadra perde compattezza, l’intero sistema va in sofferenza. Bettella, pur garantendo fisicità e presenza nei duelli, non può da solo arginare situazioni che nascono da errori di pressione a centrocampo o da scalate difensive in ritardo.

La sensazione è che serva un lavoro più profondo sull’organizzazione senza palla: sincronismi, coperture preventive e maggiore attenzione nelle transizioni negative. Senza questi correttivi, anche l’inserimento di un difensore affidabile rischia di incidere solo marginalmente.

Bettella rappresenta una base solida su cui costruire, ma la tenuta difensiva del Pescara non può dipendere da un solo interprete. Per invertire la rotta servirà un cambio di passo collettivo, perché i numeri attuali raccontano di una squadra che, per ambire a traguardi importanti, deve prima imparare a proteggere meglio la propria area.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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