Il talento non si discute, ma il ritmo partita non si improvvisa. Da quando è rientrato in Italia, Lorenzo Insigne ha lavorato intensamente a livello individuale per ritrovare la miglior condizione possibile. Tuttavia, dopo oltre otto mesi senza gare ufficiali, solo il campo può restituire davvero brillantezza e continuità.

Il 29 gennaio la firma con il Pescara Calcio, poi appena due giorni più tardi la prima convocazione con panchina nella sfida interna contro il Mantova. Un primo passo simbolico, più che tecnico.

Un rientro gestito con prudenza

La gestione è stata fin da subito improntata alla cautela. Nella trasferta di Cesena, lo staff tecnico ha preferito non convocarlo, evitando viaggi e stress fisico. Una scelta condivisa con il giocatore, rimasto in città per proseguire il lavoro personalizzato.

Il vero debutto è arrivato il 10 febbraio all’Adriatico contro il Catanzaro. Ingresso all’80’, pochi istanti dopo il gol del 2-0 degli ospiti. Il risultato ormai compromesso ha limitato l’impatto, ma in quei minuti si sono intravisti alcuni spunti di classe che hanno riacceso l’entusiasmo della piazza.

Minutaggio ridotto e poche occasioni

Dopo l’esordio, il percorso è proseguito senza accelerazioni. Novanta minuti in panchina ad Avellino e un breve spezzone di 11 minuti nella trasferta di Venezia.

Il totale parla chiaro: appena 21 minuti complessivi in campo. Un minutaggio insufficiente per incidere realmente, ma coerente con la strategia di recupero graduale impostata fin dal principio.

Il Pescara non vuole correre rischi. Inserire Insigne a pieno regime senza una base atletica solida significherebbe esporsi a possibili ricadute, soprattutto muscolari.

Ora può aumentare lo spazio?

Le ultime indicazioni, però, raccontano di una condizione in lieve ma costante miglioramento. I carichi di lavoro sono aumentati e la risposta fisica è positiva. Segnali incoraggianti che aprono la porta a un impiego più consistente già dalla prossima gara.

Insigne si candida a ritagliarsi un ruolo più centrale, magari con un ingresso anticipato o addirittura con una maglia da titolare nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalle sensazioni in allenamento e dalle valutazioni dello staff tecnico.

Il conto alla rovescia sembra avviato. Finora è stato un rientro soft, fatto di prudenza e pazienza. Ora, però, il Pescara attende il vero salto di qualità. E con una condizione in crescita, Lorenzo è pronto a trasformare l’attesa in impatto concreto.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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