Emergono nuovi dettagli sulla trattativa che ha segnato gran parte dell’estate del Pescara: quella relativa ad Antonio Di Nardo. Dallo Sheraton di Milano è infatti filtrato un interessante retroscena che coinvolge l’Avellino, club che nelle settimane più calde aveva provato a inserirsi nell’operazione prima di concentrare le proprie attenzioni su obiettivi più prestigiosi e costosi.

Gli irpini avevano messo sul tavolo un’offerta importante per convincere il centravanti: contratto triennale per Di Nardo e proposta al Pescara composta da una parte economica più una possibile contropartita tecnica.

Sul tavolo erano finiti i nomi di Cosimo Patierno e Luca Pandolfi. Nessuna delle due soluzioni, però, è riuscita realmente a convincere il club biancazzurro.

Patierno non interessava, Pandolfi non voleva scendere di categoria

Il primo profilo proposto dall’Avellino era quello di Patierno, ma il Pescara non avrebbe mai mostrato particolare interesse per l’attaccante.

Diversa la situazione relativa a Pandolfi.

Il suo profilo poteva risultare maggiormente compatibile con le necessità del Delfino, ma sarebbe stato lo stesso giocatore a non considerare favorevolmente l’ipotesi di scendere di categoria. Un ostacolo che ha praticamente eliminato anche questa possibilità.

Ma dietro il mancato accordo esisteva soprattutto una scelta strategica molto precisa del Pescara.

La società aveva deciso di cedere Di Nardo esclusivamente dietro un corrispettivo economico, evitando formule che prevedessero l’inserimento di calciatori come parziale pagamento.

Una linea mantenuta fino alla fine.

Juve Stabia avanti da tempo: l’accordo tra presidenti ha fatto la differenza

Quando l’Avellino ha tentato l’inserimento, il Pescara aveva inoltre già costruito una base importante con la Juve Stabia.

Tra i due club era stata infatti raggiunta una prima intesa durante un incontro diretto tra i presidenti. Un passaggio che aveva messo le Vespe in una posizione di vantaggio e che il Pescara non ha voluto stravolgere nonostante la proposta arrivata successivamente dall’Irpinia.

L’interesse dell’Avellino ha certamente contribuito a rallentare la trattativa, soprattutto perché l’offerta contrattuale presentata a Di Nardo era economicamente importante. Ma la posizione biancazzurra è rimasta ferma: monetizzare la cessione senza introdurre contropartite ritenute poco funzionali al progetto tecnico.

Alla fine gli irpini hanno cambiato strategia, concentrandosi su altri obiettivi, mentre il Pescara ha continuato a lavorare sulla soluzione già impostata con la Juve Stabia.

Il retroscena conferma quanto sia stata complessa la gestione di quella che può essere considerata la principale operazione in uscita del mercato estivo biancazzurro.

Foggia e Sebastiani hanno avuto occasioni per modificare la struttura dell’affare, ma hanno scelto di non farlo.

La linea è rimasta chiara fino alla conclusione: Di Nardo poteva partire, ma solo alle condizioni economiche stabilite dal Pescara.

Sezione: News / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 13:30
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
vedi letture