Il girone di ritorno del Pescara Calcio non poteva cominciare peggio. La sconfitta interna contro il Modena rappresenta molto più di un semplice passo falso: è l’ennesimo campanello d’allarme che risuona inascoltato in riva all’Adriatico, mentre il tempo scorre e la classifica continua a farsi sempre più minacciosa.

Dal 2 gennaio, l’ambiente attende rinforzi in grado di cambiare il volto della squadra e dare concretezza a un obiettivo salvezza che, giornata dopo giornata, rischia di trasformarsi in una chimera. E invece, al netto delle attese, il campo continua a restituire segnali preoccupanti.

Non solo il risultato: preoccupa la prestazione

Il dato nudo è già pesante: decima sconfitta in 20 partite. Ma a far riflettere più di tutto è il contenuto della prestazione. Contro il Modena, il Pescara è apparso fragile, prevedibile, incapace di reagire nei momenti chiave. Una prova che ha riportato alla mente le immagini più buie dell’ultima fase dell’era Vincenzo Vivarini, più che quelle viste sotto la gestione Giorgio Gorgone.

Ed è questo il vero campanello d’allarme: anche quando i risultati non hanno sorriso, il Pescara di Gorgone aveva mostrato segnali di identità, di ordine, di una struttura almeno riconoscibile. Al “Pescara–Modena” è sembrato invece di assistere a un pericoloso passo indietro, sul piano mentale prima ancora che tattico.

Una squadra smarrita e senza mordente

L’impressione è che il Pescara abbia perso sicurezze e certezze, tornando a mostrare quei limiti che sembravano almeno parzialmente superati. Poco coraggio, poca intensità, scarsa capacità di incidere nelle due aree: ingredienti che, in una corsa salvezza già complicata, rischiano di diventare letali.

Il problema non è solo tecnico, ma anche emotivo. Quando una squadra inizia il girone di ritorno così, davanti al proprio pubblico, il messaggio che passa è quello di un gruppo che fatica a credere davvero nell’impresa.

Il mercato come ultima ancora

In questo contesto, il mercato assume un peso enorme. Senza innesti mirati e immediati, continuare a parlare di salvezza rischia di diventare esercizio di retorica. Servono giocatori pronti, con personalità, capaci di reggere la pressione e di alzare il livello competitivo di una rosa che oggi appare corta e fragile.

Il tempo, però, non è infinito. Ogni giornata persa rende la rincorsa più ardua e alimenta il senso di frustrazione di una piazza che vede ripetersi gli stessi errori.

Serve una scossa, subito

Il girone di ritorno è appena iniziato, ma il Pescara ha già bruciato una delle poche cartucce disponibili. Ora serve una scossa immediata, sul mercato e in campo. Perché se le prestazioni dovessero continuare su questa linea, il rischio non è solo quello di perdere partite, ma di smarrire definitivamente la rotta.

E a quel punto, il sogno salvezza sarebbe davvero solo un ricordo lontano.

Sezione: News / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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