Non scopriamo l'acqua calda, molte dichiarazioni o interviste fatte alla stampa sono semplici slogan cui non credono neppure coloro che le rilasciano. I politici, almeno in Italia, ad esempio è noto che siano abili equilibristi da sempre nella comunicazione e se si dovesse riproporre a distanza solo di poche settimane quello che era stato titolato con convinzione, si elencherebbe un campionario di dietrofront anche clamorosi. Non fanno eccezione molti presidenti e dirigenti pallonari (nel senso che intendeva il compianto Gianni Brera, ovviamente, cioè del mondo del pallone). Proclami urbis et orbis e poi spesso tante giustificazioni di facciata, della serie: "ci hanno interpretato male", "la stampa ha decontestualizzato le nostre dichiarazioni". A Pescara, dove non va molto di moda il contraddittorio e spesso le interviste della dirigenza calcistica sono monologhi, poche volte si è voluto riproporre o rinfacciare a chi le ha sparate le promesse "elettorali", fatte ad esempio alla vigilia degli appuntamenti di mercato. Onestamente lo abbiamo visto fare solo da alcune trasmissioni televisive, disertate però dal duo Sebastiani/Foggia e quindi appunto senza possibilità di contraddittorio. Ci proviamo noi, perchè le "perle" sono davvero tante e viene da pensare come si potrà in futuro dare ancora credito ad eventuali sentenze simili ai microfoni. Si va dalle roboanti affermazioni in coro: "servono 4/5 acquisti, arriveranno senz'altro entro i primi dieci giorni di gennaio", "siamo già pronti, i nomi li conoscete", "i migliori resteranno qui, mi debbono fucilare per farmi rinunciare alla B", "l'intelaiatura è buona, dobbiamo puntellarla nei punti giusti, con giocatori che alzino il livello". Questo appena poco prima di Natale, lasciamo stare le favolette estive "Vivarini è il nostro Van Gaal" o "Tsadjout è il centravanti che ci serviva. E' a posto fisicamente". A proposito del gigante d'argilla, eccola l'altra simpatica auto smentita a distanza di, udite udite, soli 10 giorni. Sia il ds Foggia che Sebastiani dichiaravano che, effettivamente, dopo tre stop nel girone di andata, con la necessità di intervento chirurgico dopo l'ultimo e i precedenti non incoraggianti dello sfortunato giocatore (più di metà stagione saltata negli ultimi due anni) "il campionato di Tasdjout è terminato, dovremo andare sul mercato per sostituirlo". E invece ecco qui l'ennesimo gioco di prestigio, che una testata giornalistica neppure osa commentare: "Tsadjout resta a Pescara, verrà operato e quando sarà recuperato, almeno tra due mesi, verrà reintegrato in rosa". Quindi, animo in pace tifosi, il centravanti c'è già e pazienza se potrà tornare utile magari solo a giochi già fatti. Voci ci erano arrivate da Cremona, proprietaria del cartellino: preferivano contribuire economicamente per rimetterlo in piedi che averlo in lista. Per poi ovviamente poterlo piazzare in prestito in B a giugno, non al Pescara ovviamente in caso di inopinata retrocessione. Insomma, la società biancazzurra, oltre a svezzare talenti (vedi Arena), venduti appena accennano a sbocciare, sta diventando una RSA riabilitativa per conto terzi. Ma ci soffermiamo di nuovo sulla fondatezza di certe dichiarazioni. Dopo l'uscita di Squizzato e l'oramai certo esodo di Dagasso e Meazzi, non ci sorprenderebbe quindi veder partire anche Tonin e Olzer, visto che quest'ultimo ha una clausola che parrebbe liberarlo gratis in caso di ruzzolone in C del Pescara. Logico che sia meglio trattare ora, che tra l'altro genererebbe una plusvalenza. A proposito del baby Arena, il gol in Coppa Italia e le presenze maturate con la Roma hanno fatto contento Sebastiani quasi quanto la cessione di Verratti in Qatar, perchè nelle more c'erano dei bonus che ammonterebbero a circa 300 mila euro, così come il Psg doveva riconoscere una percentuale per la cessione del co-presidente biancazzurro. Soldi che andranno investiti per far lievitare la competitività? Ce lo auguriamo e faremo titoloni anche noi nel caso. Ma onestamente ci vengono molti più dubbi di quanti ne siano venuti ai colleghi della stampa locale. Il Pescara è l'unica squadra in lotta per la salvezza che non ha ancora acquistato nessuno, neppure in comodato gratuito, però sta cedendo i pezzi da 90: non ci pare un mercato, finora ovviamente, di chi "crede fermamente nella salvezza". Ci credono i tifosi, che vanno in massa a Castellammare di Stabia,ci crede senz'altro mister Gorgone, che sta dando identità e cattiveria agonistica ad una rosa di secondo piano, ma cosa fa pensare che ci credano quelli che stanno ai piani alti? Per ora solo le dichiarazioni ufficiali, ma quelle lasciano il tempo che trovano, hanno le gambe cortissime.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 11:24 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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