Lo temevamo, anzi purtroppo ne eravamo quasi certi. L'incosciente immobilismo della società biancazzurra ha consegnato un Pescara spuntato e ancora più fragile nel momento più delicato della stagione, quando occorreva invertire decisamente la marcia, per poter coltivare qualche barlume di speranza salvezza. Invece nulla, nonostante i proclami e le promesse che più volte abbiamo ricordato e rinfacciato, tra i pochi addetti ai lavori. Nessun innesto, anzi una partenza verso la concorrenza a metà campo (Squizzato all'Entella) e imbastite solo operazioni in uscita, vedi Dagasso, Meazzi, Tonin, Merola. Questo mentre tutte, ma proprio tutte le squadre nella zona bassa hanno già rinforzato la rosa. Le disgrazie altrui, almeno fino all'ultimo weekend, avevano comunque illuso che la zona di galleggiamento fosse ancora alla portata, ma i successi esterni di Sudtirol e Mantova hanno invece fatto capire che anche questo "bonus" sta per terminare. Anche perchè contro il Modena è andato in scena un Pescara svagato, inerme, quasi rassegnato. Non pareva proprio una squadra "con l'acqua alla gola", come predicava mister Gorgone, cioè conscia di giocarsi gli ultimi spiccioli e quindi aggrappata con le unghie alla B. A parte i primi venti minuti, in cui ha abbozzato un minimo di iniziativa, preso il gol dall'ex Zampano è poi sparita dal campo, tra la rabbia del generoso pubblico che ha sostenuto, come al solito, i giocatori fino al triplice fischio dell'arbitro. No, stavolta il Pescara e Sebastiani non possono accampare alibi o recriminazioni: arbitri, sfortuna, infortuni. Ha perso male e dato un pessimo segnale e mister Gorgone ha ammesso che se non arrivano giocatori importanti il naufrago non arriva in spiaggia. In un contesto simile, sapendo che di fronte c'era un'impresa da compiere, come si può essere così incoscienti da mandare allo sbaraglio una squadra già tecnicamente inferiore alle altre e che in difesa è presa a schiaffi ovunque? Ecco, proprio nel reparto arretrato si sarebbe dovuti intervenire con urgenza, invece di far circolare inutilmente nomi, traccheggiando e preferendo concentrarsi sulle aste per cedere i suoi pezzi migliori. Dopo la follia di tenere in lista Pellacani, già in precarie condizioni e oramai fuori gioco, avrebbero dovuto arrivare subito, in apertura di mercato almeno un centrale ed un terzino per dare manforte ai vari Capellini, Corbo, Faraoni, Brosco, Gravillon che a turno sono reduci da infortuni e soprattutto non hanno mai dato sicurezza al reparto. Beccare una media di due gol a partita è già una condanna, ma evidentemente per la dirigenza non c'è da preoccuparsi visto come stanno operando. Il presidente Sebastiani è apparso stizzito per la rinnovata contestazione dei tifosi a fine gara, dopo un lungo armistizio. "Che pretendono? Non sono un mago e quando arriverà il primo acquisto mi dovranno chiedere scusa". Come se rinforzare il Pescara fosse un fastidio e facesse un piacere al pubblico ad andare sul mercato. Lo ripetiamo ancora una volta: ci vengono seri dubbi che ai piani alti tengano realmente a mantenere una categoria così faticosamente e fortunosamente ritrovata. Il silenzio colpevole del ds Pasquale Foggia, pure lui lasciatosi andare a promesse da marinaio prima di Natale, e la reazione scomposta del presidente alle legittime perplessità espresse dalla stampa sono un comportamento schizofrenico e tutt'altro che responsabile alla situazione. Il Pescara oramai ha un piede e mezzo in C, nonostante appunto il negazionismo dirigenziale e sembra più interessato a fare cassa, vendendo i pezzi pregiati prima che si svalutino. Perchè ad esempio Meazzi non è più utilizzato? Tenuto quasi in una teca come lo fu il colombiano Quintero, prima della cessione milionaria, per evitargli infortuni. Anche Dagasso col Modena è apparso insolitamente svagato, non vogliamo affermare che già pensasse alla vetrina in A col Genoa, ma il mercato indubbiamente è una distrazione, specie quando la si tira troppo per le lunghe come fa la dirigenza biancazzurra. Perchè tenere ancora in lista Tsadjout (rotto) e Okwonkwo (inutile alla causa) invece di rispedirli al mittente? C'è qualche bonus economico da incassare? Basterebbero maggiore umiltà, vista la situazione drammatica creata non certo da tifosi e giornalisti, maggiore trasparenza nella comunicazione e senso di responsabilità, invece di cercare alibi e colpevoli altrove. Fare la preparazione in spiaggia a 40 gradi, assemblare la rosa all'ultimo momento e con evidenti lacune, osannare un allenatore per poi trattarlo da parafulmine: tutte scelte di chi si vuole scavare la fossa da solo. O no?
Autore: Andrea Genito
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