È difficile trovare una sintesi più efficace per descrivere il momento del Pescara Calcio. E no, questa volta non c’è nemmeno l’alibi del mercato a cui aggrapparsi. Le voci, le trattative, le incertezze possono aver inciso su qualcuno, ma sono dinamiche che riguardano tutte le squadre. Non spiegano, né giustificano, una deriva che va avanti da mesi.

La classifica non mente (e peggiora)

I numeri sono lì, freddi e implacabili, e non servirebbe nemmeno ripeterli. Ma ignorarli sarebbe un errore. Il Pescara è sempre più ultimo e, nell’ultimo turno, ha perso terreno anche rispetto alle dirette concorrenti: un punto dalle liguri Virtus Entella e Sampdoria, tre da Mantova 1911 e FC Südtirol, entrambe capaci di vincere in trasferta. Un dettaglio che pesa, perché dimostra come, anche nei momenti difficili, gli altri sappiano trovare risposte che il Pescara continua a non dare.

Una difesa che non regge più

Con le due reti incassate domenica, i gol al passivo sono saliti a 37. Ma il dato più allarmante è un altro: il Delfino subisce gol da 16 partite consecutive. Un’emorragia continua, che mina qualsiasi tentativo di reazione. Puoi anche segnare, puoi anche lottare, ma se raccogli sempre il pallone dal fondo della rete diventa impossibile costruire una rincorsa credibile.

E le vittorie? Appena due in tutta la stagione. Un bottino che spiega tutto, senza bisogno di interpretazioni.

Il crocevia Mantova e un tempo che stringe

All’orizzonte c’è una data cerchiata in rosso: la sfida contro il Mantova a fine mese, all’Adriatico. Un vero crocevia, forse il più importante della stagione. Ma arrivarci con questa inerzia, con questa fragilità mentale e numerica, rischia di trasformare anche quella partita in un’ultima chiamata disperata.

Dichiarazioni contro realtà

Le parole non mancano. “Crediamo tutti nella salvezza” è il mantra che accompagna ogni settimana. Ma il campo racconta altro. E chi è chiamato a decidere lo sa bene. Non da oggi. Perché la sensazione, sempre più netta, è che continuando così non si va da nessuna parte, se non dritti verso una retrocessione che, al momento, appare meno come un rischio e più come una traiettoria.

Serve una scossa vera, non retorica

Con le statistiche negative si potrebbe andare avanti ancora a lungo, ma sarebbe inutile. I problemi sono chiari, evidenti, strutturali. Ora serve una scossa reale, fatta di scelte coraggiose, responsabilità e fatti concreti. Perché il tempo delle analisi è finito da un pezzo. E quello delle parole, pure.

Sezione: News / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 19:30
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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