Una lunga intervista è stata concessa da Rocco Pagano all'edizione odierna de Il Centro in cui non si poteva non partire dalla storica promozione in A col Pescara di Galeone nel 1987: "Eravamo veramente un bel gruppo. Nessuna gelosia, nessuna voglia di protagonismo. Stavamo bene insieme, anche fuori dal campo. E il mister ha fatto in modo che quell'unità tra noi si rafforzasse, dandoci fiducia e caricandoci di responsabilità. Non ci ha mai limitato e credo sia stato essenziale. Eravamo per la maggior parte giovani, senza molta esperienza e ci siamo ritrovati a gestire una squadra in testa alla classifica e lo stadio pieno ogni domenica. Oggi non so se sarebbe replicabile, anche Silvio Baldini ha fatto un percorso incredibile nell'anno dei play off, ma le due avventure non sono paragonabili. Nel frattempo è cambiato tutto".

Nostalgia ma anche orgoglio nel ricordare il passato per Pagano, soprattutto quando gli viene ricordato del fatto che Paolo Maldini a fine carriera confessò che l'ala ex Delfino era stato il giocatore più difficile da marcare ("Quella cosa è stata troppo bella"), anche per via della sua notissima finta.

Fu ad un passo dal Napoli ma alla fine l'esordio in serie A lo ha vissuto a San Siro contro l'Inter di Trapattoni con la maglia del Pescara: "Avevamo paura di quell'Inter piena di giocatori fortissimi anche se con il passare dei minuti abbiamo iniziato a prenderci gusto, uscendo tra gli applausi dello stadio Meazza".

Sul Pescara di oggi: "Mi sono riavvicinato anche grazie a Silvio Baldini che ho conosciuto e che mi invitava allo stadio. Ogni volta che andavo il Pescara vinceva, e allora mi mandava i biglietti credendomi una specie di amuleto. Per il prossimo anno si rischia di usare le solite frasi fatte, ma la C non è una categoria adatta a Pescara per tutta una serie di ragioni che conosciamo, come l'amore viscerale del pubblico. L'anno scorso, esclusa l'ultima partita, la tifoseria non ha mai contestato nonostante la squadra fosse quasi sempre in fondo alla classifica".

A 63 anni, Pagano non fa più parte del mondo del calcio: "Non sono rimasto nel calcio e la mia è stata una scelta consapevole. A me il calcio piaceva giocato, faccio altro nella vita e sto bene lo stesso. Adesso sarebbe impensabile rientrare nel giro".

Sezione: Ex / Data: Ven 03 luglio 2026 alle 09:00 / Fonte: Il Centro
Autore: Emilio Concettoni
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