Oramai è chiaro che la promozione dell'estate 2025 era stata solo un miraggio, così come lo erano le aspettative legate all'ingresso di Marco Verratti in società. Essere tornati in B aveva comunque risvegliato entusiasmo e coinvolgimento in una piazza da tempo mortificata da campionati e prestazioni non certo all'altezza della sua storia recente: misurarsi con Palermo o Sampdoria era bel altra cosa che le ultime trasferte su campi polverosi spesso di piccoli paesotti. Le scelte estive, tra cui il ritiro in pianura e un mercato senza logica bastato su svincolati e giocatori da recuperare, avevano in parte raffreddato il clima euforico, facendo temere il peggio, poi puntualmente materializzatosi con un campionato sempre nelle retrovie. A parte qualche sussulto, tardivo e spentosi troppo presto, il Pescara infatti è tornato subito dov'era confinato negli ultimi anni della gestione Sebastiani. Una retrocessione amara, condita dall'ancora oscuro teatrino di Padova, che ha lasciato una ferita profonda nei tifosi e che potrebbe essere una zavorra pesante se veramente si punta a riscattarsi con una stagione da protagonisti. Perchè è ovvio che in un campionato rognoso come la C puoi fare la differenza e primeggiare se e solo se hai un pubblico che ti trascina in casa o nei momenti di difficoltà, salvo avere un'autentica corazzata nettamente superiore alla concorrenza, come è successo ad esempio al Vicenza in questa stagione. Sul secondo punto, considerando le attuali risorse societarie, ci sentiremmo di non cullare troppe aspettative: la rosa sarà magari con un pizzico di esperienza e qualità, ma da tempo il Pescara non è più un richiamo per top players di categoria; si dovrà fare di necessità virtù, insomma. Allora ecco che la straordinaria cornice dell'Adriatico può sopperire, come ha provato a fare in B con un calore incredibile e spalti pieni. Ora però, e non si può dargli torto, quello stesso pubblico si sente deluso, frustrato e in parte tradito. Come riportarlo di nuovo a bordo? Di certo non aiutano i proclami autoreferenziali del presidente, cui oggettivamente credono in pochi, la recente sanzione comminata per il passaggio delle quote a Verratti (era stata configurata anche una penalizzazione in classifica), giustificata in modo vago dallo stesso Sebastiani, non aiutano le solite voci di rinforzi che poi puntualmente sfumano o mai sono stati trattati. Vedi Lapadula, emigrato in Perù da svincolato quando fino a ieri il problema era la trattativa con lo Spezia. Non aiuta il mutismo del ds Pasquale Foggia, per la verità poco o nulla capace di motivare o entusiasmare pure nell'ultima stagione. Le sue dichiarazioni e la strategia sono difficili da rintracciare. Non aiuta la stucchevole querelle tra l'ex addetto stampa e la mascotte e non aiutano di certo le voci su nuovi soci come Ferrero e Campitelli, che assolutamente non accendono la piazza. Il nuovo allenatore, Buscè, potrà essere annunciato solo a fine mese perchè ancora sotto contratto col Cosenza (curiosamente la stessa situazione un anno fa di Vivarini), per cui solo da luglio e a pochi giorni dal ritiro a Campo di Giove si potrà delineare un vero mercato. Insomma, c'è più materiale per deprimere ulteriormente il già scarso entusiasmo che per farlo ripartire. Molti anzi si aspettano un altro campionato anonimo, vista la difficoltà del girone in cui Perugia, Ravenna, Livorno, lo stesso Spezia appaiono di ben altra caratura e si stanno rinforzando per puntare decisamente alla promozione. La società non può assolutamente dare per scontati i tifosi o indignarsi se almeno inizialmente la piazza sarà fredda e non si abbonerà in massa. Occorre dare un segnale forte di credibilità, intanto essere più comunicativi e non nel solito, lo ripetiamo, clichet autoreferenziale e arrogante. Un acquisto di spessore, un annuncio sui programmi, una maggiore umiltà e trasparenza, visti i troppi errori commessi e non riconosciuti, gioverebbe non poco e siamo certi che i tifosi sapranno rispondere perchè il fuoco è semplicemente nascosto sotto troppa cenere. Ma occorre fare presto, non trascinarsi per inerzia come fatto finora, ad oltre due mesi dal disastrosa della retrocessione da ultimi. 

Sezione: Copertina / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 09:29 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.